Una bambina di due anni residente a Santa Sofia, piccolo comune dell’Appennino romagnolo in provincia di Forlì-Cesena, è ricoverata in condizioni gravi per meningite tubercolare. Dopo il peggioramento del quadro clinico, i medici hanno disposto il trasferimento all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, centro di riferimento regionale. È il secondo caso di tubercolosi registrato nel comune in pochi mesi, seppur non correlato al precedente.
Cosa è successo e perché il caso è delicato
La piccola frequenta l’asilo nido di Santa Sofia. Appena emersa la diagnosi, Ausl e Comune hanno attivato tutte le procedure previste dai protocolli sanitari, con controlli immediati nell’ambiente scolastico e tra i contatti stretti. La meningite tubercolare rappresenta una delle forme più severe di infezione da Mycobacterium tuberculosis, perché colpisce le meningi, le membrane che avvolgono cervello e midollo spinale, e nei minori può evolvere con complicanze importanti.
Il trasferimento al Sant’Orsola si è reso necessario per l’aggravamento clinico e per garantire assistenza specialistica continuativa. Nelle prossime ore è atteso un aggiornamento ufficiale sulle condizioni della bambina.
I controlli: chi è stato sottoposto a profilassi
Le verifiche sanitarie hanno coinvolto:
- i bambini della stessa sezione dell’asilo nido;
- le educatrici;
- i familiari entrati in contatto stretto con la piccola.
Gli accertamenti clinici e strumentali non hanno evidenziato altri casi di contagio. Nonostante ciò, a scopo precauzionale, è stata avviata una profilassi antibiotica per i contatti più stretti, come previsto dai protocolli. Ulteriori controlli sono programmati nelle prossime settimane per escludere infezioni latenti.
La sindaca: “Protocollo applicato, tutti negativi”
La prima cittadina, Ilaria Marianini, ha chiarito la situazione: “È stato applicato un protocollo agli iscritti della stessa classe della bimba e tutti sono risultati negativi”.
Ha inoltre ricordato che sette mesi fa si era verificato un altro caso di tubercolosi in una scuola elementare: “Ovviamente i due casi non sono correlati e anche allora non si era registrato alcun altro contagio. Ora non ci resta che sperare che da Bologna arrivino buone notizie”.
L’esperto: come si trasmette (e perché non è facile)
A fare chiarezza è Gian Luigi Belloli, direttore del Dipartimento di Igiene e Sanità pubblica: “I sintomi sono correlati alle meningi e al sistema nervoso centrale. Le complicanze sono più severe nei minori”, spiega.
La trasmissione avviene per via aerea, attraverso secrezioni respiratorie (saliva, starnuti, tosse), ma non è semplice: “Occorrono condizioni particolari: il malato deve avere tubercolosi polmonare attiva, una carica batterica elevata, sintomi respiratori evidenti e un contatto stretto e prolungato nei tre mesi precedenti l’insorgenza dei sintomi”.
Belloli ricorda anche che in Italia non è prevista la vaccinazione universale contro la tubercolosi, perché il Paese non presenta un’alta incidenza della malattia.
Cos’è la meningite tubercolare
La meningite tubercolare è un’infiammazione delle meningi causata dal micobatterio tubercolare, noto come Bacillo di Koch. È una forma extra-polmonare rara della tubercolosi e colpisce soprattutto l’età infantile. Nella maggioranza dei casi, la TBC interessa i polmoni, ma può coinvolgere anche linfonodi, apparato gastrointestinale e sistema nervoso centrale.
Perché il caso non va sottovalutato
Il quadro clinico della bambina, la necessità di un trasferimento urgente e la presenza di un precedente caso nel territorio impongono massima attenzione, pur in assenza di nuovi contagi accertati. Il monitoraggio attivo e la profilassi servono proprio a interrompere ogni possibile catena di trasmissione e a proteggere i soggetti più fragili.
Le prossime ore saranno decisive per valutare la risposta alle terapie. Parallelamente, Ausl continuerà il follow-up dei contatti e gli screening programmati. L’obiettivo è doppio: tutelare la salute della bambina e garantire sicurezza alla comunità.
FAQ
Ci sono altri bambini contagiati?
No. Tutti i test eseguiti finora sono risultati negativi.
La scuola è chiusa?
Le fonti indicano controlli e profilassi; eventuali decisioni ulteriori dipenderanno dagli esiti dei monitoraggi.
È una malattia molto contagiosa?
No, richiede condizioni specifiche e contatti prolungati.






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