Futuro Nazionale, il nuovo partito di Roberto Vannacci non riesce a valicare lo Stretto di Messina. e non perché non ci sia il Ponte. La scelta del generale ed eurodeputato eletto nella Lega, trova “fredde” reazioni in Sicilia. Se a livello nazionale ci sono già da tre a cinque deputati e senatori che vengono additati come possibili transfughi indirizzati proprio al nuovo partito, in Sicilia radio palazzo non vede nessun elemento leghista (o anche proveniente da altri lidi) che possa fare il “grande salto” a destra.
Stancanelli “amico” di Vannacci ma non condivide il percorso
L’eurodeputato più vicino a Roberto Vannacci è il catanese Raffaele Stancanelli. Ma l’amicizia politica dei due non è destinata ad avere anche conseguenze nei rapporti fra Stancanelli e la Lega. Al contrario l’eurodeputato catanese considera la scelta del generale come un errore politico e lo dice senza messi termini a chi glielo chiede.
Lo scontro con i leghisti
Neanche il tempo di annunciare l’addio che Vannacci, inoltre, è stato al centro di una serie di attacchi. I leghisti gli chiedono di dimettersi da eurodeputato, poltrona ottenuta proprio nelle fila della Lega e che quindi spetterebbe, secondo gli uomini di Pontida, al primo dei non eletti ma che sia un leghista vero.
La paternità sui voti ottenuti
“No, non mi dimetto da europarlamentare: i voti sono miei!” ha scritto sui social il generale. Una affermazione destinata a far discutere. Nella circoscrizione Isole (Sicilia e Sardegna sono un unico bacino in occasione delle elezioni europee) Roberto Vannacci ha ottenuto complessivamente 35.334 preferenze. Nella sola Sicilia, i voti sono stati poco più di 20mila, risultando, però, solo secondo e ben distanziato dal primo. Il più votato della lista Lega per Salvini Premier nell’isola fu proprio Raffaele Stancanelli che di voti ne ottenne il doppio, circa 44 mila.
La lettura del generale
Un voto d’opinione, secondo il generale. I siciliani, come gli altri italiani che hanno indicato la preferenza per lui, non avrebbero votato la Lega ma le sue idee politiche di destra.
Se il generale avesse ragione sarebbe singolare che non ci sia un movimento che punta verso di lui e la sua nuova esperienza nell’Isola, soprattutto in quella orientale, più vicina, storicamente, ad una destra più radicale di quella impersonata dagli esponenti leghisti dell’Isola.
Ma i leghisti di Sicilia non la vedono così. “Quella dell’Isola è una Lega dei territori, ben più radicata” dice Vincenzo Figuccia. “Vannacci non può fare breccia e non toglierà voti alla Lega”.
“Da un generale – attacca il deputato regionale – ci saremmo aspettati il rispetto degli impegni presi. Sembra, invece, che abbia dimenticato il concetto di ‘onore’ e di ‘parola data’ che tanto spesso sbandiera”






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