E’ un appello bipartisan quello lanciato durante la seduta plenaria del Parlamento Europeo dedicata ai danni del ciclone Harry dai deputati del Sud Italia. Da Marco falcone a Ruggero Razza passando per Giuseppe Antoci le richieste sono analoghe a Strasburgo.
Giuseppe Antoci, 5 stelle
“Dal 19 al 21 gennaio la Sicilia e la Sardegna e la Calabria sono stati investiti dal ciclone Harry. Danni enormi ancora in aggiornamento. Numeri dietro i quali ci sono lavoro, turismo, agricoltura, famiglie, imprese che rischiano di rimanere da sole, mentre da anni i danni sono enormi. A Niscemi, in Sicilia, quel Comune frana. Un movimento della terra ancora in corso che vede evacuazioni notturne, donne, uomini, bambini fuori casa. Chiedo alla Commissione di intervenire con urgenza per applicare immediatamente il fondo di solidarietà. Azioni flessibili, veloci, procedure chiare per tutelare la vita e la dignità. Sì, è proprio un tema di dignità”.
Giuseppe Lupo, Pd
“Il ciclone Harry ha colpito Sicilia, Sardegna, Calabria e altri territori dell’Unione, lasciando dietro di sé gravi danni e comunità più fragili, alle quali va la nostra solidarietà. Molti chilometri di coste sono state devastate. A Niscemi la frana avanza, mettendo a rischio abitazioni e attività economiche e già oltre 1500 persone hanno perso la propria casa. Aspettiamo che il governo italiano intervenga stanziando risorse adeguate” ha detto Giuseppe Lupo, europarlamentare del Partito democratico e vicepresidente della commissione bilanci.
“L’Ue deve essere al fianco delle comunità colpite nell’emergenza, nella ricostruzione e nella prevenzione degli eventi climatici estremi. Adesso è urgente che le istituzioni collaborino per attivare il Fondo europeo di solidarietà e gli altri strumenti disponibili e per prorogare il regolamento Restore, per soccorrere cittadini, attività produttive, valutando la sospensione della Bolkestein per le aree colpite, per salvare l’occupazione e il futuro dei territori in difficoltà”, ha concluso.
Marco Falcone, Forza Italia
“L’Europa deve affrontare in modo tempestivo e concreto le catastrofi climatiche. Per questa ragione, sin da subito abbiamo chiesto l’attivazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea, ma abbiamo anche chiesto eventualmente la riattivazione del regolamento Restore per assicurare la migliore ricostruzione possibile. C’è l’esigenza di affrontare un nodo politico e giuridico. C’è la necessità di valutare con equilibrio l’applicazione della direttiva Bolkestein nei territori colpiti. Se da un lato siamo a favore della concorrenza e del libero mercato, dall’altro però dobbiamo mettere le aziende nelle condizioni di rialzarsi per garantire continuità occupazionale e sociale, soprattutto nel settore turistico del Sud Italia. Non chiediamo deroghe permanenti, ma strumenti di buon senso che tengano conto delle realtà dei territori”.
Ruggero Razza, Fratelli d’Italia
“L’Unione europea non farà mancare il suo sostegno alle popolazioni colpite dalle recenti calamità naturali. L’Italia ha assicurato l’impegno del governo nazionale, che nei prossimi giorni approverà un decreto legge per stanziare ulteriori aiuti per le tre regioni e per la città di Niscemi. Ma parlando in quest’aula dobbiamo essere sinceri: ce la prendiamo sempre con l’Europa, ma è stato questo Parlamento e il Consiglio europeo a bloccare la proposta del vicepresidente Fitto sulla estensione del regolamento Restore a tutto il ciclo di programmazione 21-27” ha sottolineato, nel corso del dibattito parlamentare a Strasburgo, l’eurodeputato di Fdi-Ecr, Ruggero Razza.
“La proposta della Commissione europea lo scorso anno avrebbe consentito di utilizzare il regolamento anche per gli eventi naturali del 2026. Non è così ed oggi dovranno essere immaginate alternative valide, tenuto conto della possibilità di rimodulare i fondi di coesione e, quindi, di rafforzare l’investimento cospicuo che verrà dallo Stato. Siamo anche convinti della necessità di rimodulare Restore, ma il tempo è tiranno ed i cittadini vogliono risposte”.
“Fratelli d’Italia anche in Europa ha manifestato vicinanza e attenzione alla popolazione della Sicilia, della Sardegna e della Calabria, ai sindaci che sono in prima linea, ai presidenti delle tre regioni e agli operatori economici di tutti i settori coinvolti. C’è una richiesta specifica di aiuti, ma anche di regole. Sulle concessioni balneari e sulle aree portuali, ad esempio, serve realismo e garantire le aree colpite con una proroga del termine vigente”, ha concluso.






Commenta con Facebook