Un legame profondo e storico unisce la Sicilia e la Normandia. La Fondazione Federico II, nel trentennale della sua nascita, celebra tale connessione con una mostra dedicata ai maestri dell’impressionismo, che fecero della Normandia la loro patria morale. “Tesori impressionisti: Monet e la Normandia” è il titolo dell’esposizione, visitabile nelle Sale Duca di Montalto, fino al 28 settembre.
Due celebrazioni in una sola occasione
L’evento è organizzato dalla Fondazione, con il patrocino del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Istituto Francese, in concomitanza anche con il centenario della morte di Monet e i centocinquant’anni della nascita dell’impressionismo.
Sono esposte poco meno di 100 opere, per la precisione 97, di 45 artisti appartenenti alla corrente impressionista e alla modalità di pittura en plein air. Ad accogliere i visitatori è una galleria di dipinti che celebrano le falesie, le spiagge e l’estuario della Senna a Le Havre, animati da una popolazione avvezza al mare e ai paesaggi della Normandia. In primo piano spicca l’opera di Claude Monet “Il mare a Fécamp”, in cui uno sperone roccioso e la forza dell’oceano sono resi attraverso pennellate rapide e brevi, realizzate con la tecnica chiaro su chiaro e senza la miscela dei colori.
L’esposizione è integrata da tre sezioni multimediali che attraverso video e rielaborazioni pittoriche, realizzate con il supporto dell’intelligenza artificiale, offrono un’esperienza immersiva al pubblico.
Offerta culturale di ampio respiro
“Continuiamo a diversificare l’offerta culturale – ha detto il presidente dell’Ars e della Fondazione Gaetano Galvagno, durante la presentazione – impegnandoci affinché Palazzo Reale assuma sempre più la valenza di un centro culturale internazionale. Questa mostra nasce nel segno di un rapporto storico fra la Sicilia e la provenienza del popolo che diede il nome a questo palazzo”.
Per il curatore della mostra Alain Tapié il legame fra le due regioni va oltre la componente geografica ed investe quella naturalistica: “Il degradare del colore nelle antiche pietre di Palermo e il gioco di luce che ne deriva, ricordano il vermicolato delle pietre di Monet. Sul palcoscenico della terra normanna alcuni pittori, Monet, Renoir, Delacroix, colsero l’immediatezza e la vitalità del paesaggio, imprimendo sulla tela gli elementi naturali: dominanti, acqua, cielo, falesie”.
“Gli impressionisti – ha spiegato Gabriele Accornero, co-curatore della mostra – poterono viaggiare liberamente grazie alla diffusione della rete ferroviaria. L’invenzione del colore a tubetto permise loro di registrare le impressioni paesaggistiche con una semplice tavolozza e un cavalletto, lavorando direttamente all’aperto”.






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