Il giudice del lavoro del tribunale di Palermo Paola Marino ha condannato il ministero della pubblica istruzione e del merito risarcire un’insegnante di religione che ha stipulato 24 contratti a termine.
Il ministero dovrà corrispondere 24 mensilità alla docente, assistita dall’avvocato Dino Caudullo, che proseguirà in una seconda fase alla definitiva stabilizzazione. La sentenza dà seguito alla recente pronuncia della Corte di Cassazione che ha rilevato come il concorso straordinario indetto per i docenti di religione cattolica non è una misura con la quale sanare l’abuso dei contratti a termine reiterati come disposto dall’amministrazione scolastica.
Per questo il Tribunale di Palermo ha dichiarato illegittima la condotta del ministero dell’istruzione e del merito applicando le nuove misure risarcitorie per il cosiddetto danno comunitario introdotte dalle nuove norme.
“L’immissione al ruolo non è automatica in quanto non è caratterizzata da automatismo – scrive il giudice nella sentenza – ma consiste in una verifica selettiva da svolgersi mediante prova orale di natura didattico metodologica con riferimento anche all’uso didattico delle tecnologie e conoscenza della lingua straniera, mentre hanno portata riparatoria le procedure caratterizzate da forme di blanda selezione per tali intendendosi quelle che fermo l’automatismo dell’immissione in ruolo prevedono mere regole di priorità tra i candidati in ragione dei tempi comunque da circoscrivere in un periodo contenuto, necessari per l’attribuzione del posto”.






Commenta con Facebook