Costruire un collegamento stabile tra carcere e mondo del lavoro, trasformando la pena in un percorso di riscatto e in una possibilità concreta di inclusione sociale. È questo il cuore del seminario tecnico “Carcere e Lavoro: un’azione di sistema per il reinserimento dei detenuti”, che si è svolto oggi a Palermo, nell’auditorium dell’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente.

Al termine dell’incontro è stato firmato un protocollo d’intesa che mette insieme più istituzioni: il dipartimento regionale del Lavoro, il dipartimento della Famiglia, il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Sicilia, l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna (Uiepe), il Centro per la giustizia minorile e il Garante per la tutela dei diritti fondamentali delle persone private della libertà personale della Regione Siciliana.

L’accordo punta alla creazione di una rete specialistica, con ruoli e compiti chiari, per facilitare l’ingresso dei detenuti nel tessuto produttivo dell’Isola. L’obiettivo è rendere il reinserimento lavorativo non un’eccezione, ma una prassi strutturata.

Al via lo “Sportello Lavoro” nelle carceri siciliane

L’iniziativa, promossa dal dipartimento regionale del Lavoro insieme a Sviluppo Italia, segna l’avvio operativo del progetto “Reti specialistiche e misure per l’inserimento lavorativo delle persone detenute”.

Il progetto rientra nel programma nazionale “Donne, Giovani e Lavoro 2021-27”, coordinato dal ministero del Lavoro in collaborazione con il ministero della Giustizia.

La Sicilia è una delle quattro regioni scelte per la fase sperimentale, insieme a Lombardia, Lazio e Veneto. Al centro dell’intervento c’è l’attivazione dello “Sportello Lavoro” all’interno degli istituti penitenziari, uno spazio dedicato all’orientamento e all’accompagnamento personalizzato dei detenuti verso un’occupazione.

Il servizio è già partito nella Casa circondariale Pagliarelli di Palermo, dove il 19 gennaio si sono svolti i primi colloqui. Nei prossimi mesi sarà esteso anche alla Casa circondariale Piazza Lanza di Catania e agli Istituti penali per i minorenni di Bicocca, a Catania, e Malaspina, a Palermo.

Durante la giornata si sono confrontati anche imprese, associazioni datoriali ed enti del Terzo settore di Palermo e Catania. Un dialogo che punta a rafforzare il legame tra istituzioni e sistema produttivo, con l’idea di trasformare il lavoro in uno strumento concreto di inclusione e sviluppo per il territorio.