“Oggi è un giorno storico per la Sicilia”. A dirlo è Marianna Caronia, deputata regionale di Noi Moderati e una delle donne in prima linea da sempre nella battaglia per la rappresentanza femminile. Per le donne aver portato a casa la nuova norma sul 40% di rappresentanza nelle giunte comunali è un risultato importante. Hanno battuto le resistenze usando anche la piazza. E’ l’unica nota positiva in una giornata che segna la caporetto della riforma degli Enti Locali.
Si può fare un salto di qualità
“La vittoria di una battaglia che ho portato avanti con convinzione fin dal primo momento, perché credo in una politica capace di valorizzare tutte le competenze. Mi sento orgogliosa per avere spianato la strada a tutte quelle donne che vorranno fare politica e che avranno maggiori possibilità di accesso ai luoghi decisionali” sostiene Caronia.
“Con questa legge compiamo un salto di qualità nella costruzione di istituzioni più giuste, moderne e rappresentative. La presenza delle donne nei luoghi decisionali non è solo una questione di equità, ma un valore aggiunto per la qualità delle politiche pubbliche e per lo sviluppo dei nostri territori”, ha concluso.
Il Pd in festa
“Il voto di oggi sancisce la scomparsa totale della maggioranza e la fine di fatto del governo Schifani. Ma anche la vittoria del partito delle donne, perché abbiamo scelto orgogliosamente un metodo trasversale, nel solco di Angela Bottari, che ci ha insegnato che le conquiste di libertà per le donne si vincono così, tutte insieme, dentro e fuori l’aula parlamentare” dichiara la vice segretaria del Pd Sicilia e deputata regionale Valentina Chinnici.
“Non dovremmo nemmeno chiamarla “vittoria” – aggiunge, però, Cleo Li Calzi, presidente del PD Sicilia e componente dell’esecutivo nazionale Donne Democratiche – perché non si tratta di un privilegio ottenuto, ma di un diritto riconosciuto che riallinea la nostra Regione al resto d’Italia e restituisce coerenza al principio costituzionale di pari opportunità nell’accesso alle cariche pubbliche. Anche nei comuni siciliani – conclude – le giunte dovranno rispettare un equilibrio di genere che garantisca la presenza delle donne non come concessione, non come variabile politica, ma come componente strutturale della democrazia”.
La strada giusta
“Siamo sulla strada giusta, le donne in politica sono un valore aggiunto e l’Ars finalmente lo ha riconosciuto con il voto al ddl enti locali. Era una norma non tanto di recepimento, ma di civiltà, quella che ha visto la luce stasera e che prevede il 40% di presenza minima di genere nelle giunte comunali siciliane. Abbiamo lavorato come donne di questo parlamento, al di là dei partiti di appartenenza, in maniera unita ed esprimendo una posizione chiara. Ci sono state tensioni per un ddl di riforma degli Enti locali, che nel suo complesso aveva anche disposizioni non condivisibili. C’è stata troppa approssimazione che il Parlamento ha sanzionato bocciando molti articoli. Sta di fatto, però, che la battaglia sulle donne nei municipi è vinta, con il recepimento tout court della legge nazionale. Ringrazio tutte le donne e gli uomini della società civile che hanno sostenuto questo percorso” afferma Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana.
Una donna fuori dal coro
Ma c’è una donna fuori dal coro. Felice per la vittoria sulla rappresentanza femminile ma che si accorge della caporetto: “La legge sugli Enti locali approvata oggi all’Ars rappresenta un passo avanti solo parziale. Sono soddisfatta a metà perché, se da un lato sono stati approvati articoli importanti come quello sulla rappresentanza di genere nelle giunte comunali e l’introduzione del tagliando antifrode nelle schede elettorali, dall’altro è stato bocciato il terzo mandato per i sindaci dei comuni fino a 15.000 abitanti, una scelta che non allinea la Sicilia al resto d’Italia, dove questa norma è in vigore ormai da dodici anni” sottolinea la deputata di Forza Italia all’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo.
“Positivo – aggiunge la parlamentare – anche il via libera alla norma sui permessi per gli assessori, che riconosce il valore del loro impegno amministrativo. Tuttavia, il testo finale del ddl è molto ridotto rispetto a come era arrivato in Aula: un’occasione in parte mancata per dare una riforma organica e moderna al sistema degli enti locali siciliani”.






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