Una corsia preferenziale ora e in futuro per i disegni di legge che riguardano l’emergenza, una riforma del regolamento d’aula che snellisca le procedure e renda il Parlamento siciliano più moderno ed efficiente, cosa che non vuol dire limitarne la democrazia interna perché il problema non è solo il voto segreto.

Uscendo da Sala d’Ercole uno sguardo puntato alle elezioni regionali ma prima di parlare di alleanze, di rapporti, di equilibri bisognerà passare dalle amministrative di primavera e in particolare dalle elezioni a Messina che saranno uno spartiacque politico.

Sono questi i temi affrontati c on Gaetano Galvagno. Il presidente dell’ars è stato ospite di Talk Sicilia all’indomani dell’approvazione (dimezzata) della riforma degli enti Locali. Il Galvagno pensiero su quella riforma lo abbiamo estrapolato subito e ve lo abbiamo proposto mercoledì scorso (per chi se lo fosse perso e lo volesse vedere è sempre disponibile on line), ma tutto il resto lo abbiamo lasciato ad un ragionamento più complessivo che vi proponiamo adesso.

Dopo l’ennesima riforma silurata cancellare il voto segreto?

“Ci sono diverse proposte. Io settimana entrante ho convocato la Commissione Regolamento per proporre una serie di iniziative tanto per la limitazione del voto segreto c he per altre modifiche.  Ribadisco sempre che l’Aula è sovrana e l’Aula deciderà. Permettimi di dirti, però, che probabilmente non è soltanto il voto segreto il problema, ma tutti quegli strumenti che sono in questo momento previsti dal Regolamento che possono rallentare i lavori e che li rallentano effettivamente.

Per esempio durante una discussione sulla finanziaria ogni deputato può intervenire per 5 o 10 su ogni norma. Se, in astratto, 70 deputati chiedessero di intervenire sarebbero oltre 11 ore di intervento su ogni passaggio. Ben venga se si interviene nel merito ma talvolta queste richieste di parola servono a rallentare l’iter procedurale, a fare semplice ostruzionismo. Così non stanno facendo un danno a me ma stanno facendo un danno ai siciliani”.

“Allora bisogna snellire determinate procedure e magari dare anche alle commissioni, in fase redigente, un potere di maggiore confronto e di dibattito: farne dei mini parlamenti per arrivare magari in Aula con parte del lavoro già fatto e non un’altra volta con una discussione infinita che magari porta con se il voto segreto poi alla bocciatura. Ritengo che rispetto anche a quello che accade per esempio a Bruxelles dove i tempi di intervento sono veramente limitati, si possa trovare un efficace compromesso”.

Nessuno vuole mettere bavagli

“Ma attenzione, che questa proposta non venga considerata come il bavaglio del Presidente dell’Assemblea che vuole evitare di fare parlare i colleghi deputati piuttosto arginare gli interventi palesemente inutili. Piuttosto che rivolgersi al pubblico da casa, come ho detto in aula con una battuta,  forse sarebbe meglio e più opportuno confrontarsi e dibattere sui temi”

Non c’è il rischio che con il voto segreto si bocci la proposta di limitare il voto segreto?

“Assolutamente sì. Quindi ci auguriamo che dopo la proposta che si sta preparando quanto meno ci si esprima senza voto segreto, mettendoci la faccia, Però, siccome è nelle prerogative parlamentari quello di poterlo richiedere, non mi stupirei se ci fosse qualcuno pronto a chiederlo. Chiaramente il mio appello, così com’era stato per il Fondo per l’editoria così come era stato per la parità di genere, così come era stato per altre occasioni simili, è quello di non chiedere il voto segreto, quanto meno ci si metta la faccia”.

Basta scontri e liti, si facciano le leggi che servono ai siciliani

“Abbiamo manifestato più volte, sia in Conferenza dei capigruppo che in Aula, che nel momento in cui ci saranno dei disegni di legge a favore delle popolazioni colpite dal ciclone Harry e/o dalla frana di  Niscemi, avremmo sospeso qualsiasi genere di dibattito per dare una corsia preferenziale a quello che è un tema assolutamente emergenziale. Non possiamo lasciare sola Niscemi così come fu fatto nel 1997. Non possiamo permettere che il ciclone Harry abbatta, distrugga, blocchi l’economia nelle sue molteplici vesti. Ci sono tantissimi settori che sono stati colpiti: gli agricoltori, j balneari anche gli ambulanti stessi. Non ne ha parlato nessuno non si fa più il mercato a Santa Teresa di Riva ad esempio. In molti Comuni c’è un danno sia diretto che indiretto che è veramente importante e quindi bisogna agire in maniera assolutamente tempestiva.

Italia distratta rispetto a drammaticità eventi al Sud

“Io sono stato quello che si è più lamentato, sono stato forse molto critico ma non me ne dispiaccio. Ho visto una totale assenza da parte dei media nazionali nei primi giorni, eccezion fatta per Porta a Porta Rai e hanno comunque fatto diversi servizi su Niscemi. C’è stata  una mancanza, una totale assenza di solidarietà da parte delle altre regioni. Io ricordo che ogni qual volta accade un evento similare in altre regioni d’Italia, a partono raccolte fondi, numeri verdi, gialli, azzurri, vedo una grandissima solidarietà da parte dei siciliani.  Io sinceramente questo da parte delle altre regioni non l’ho visto e l’ho manifestato. Per questo sono stato a Roma e ne ho parlato con il presidente Antonello Aurigemma, che è il Presidente del Consiglio regionale del Lazio ed è anche il Presidente che coordina tutti i Presidenti delle Assemblea legislative regionali d’Italia.  Così è stata convocata a Niscemi una seduta plenaria di tutti i presidenti”

Si presidente Galvagno, abbiamo assistito. Ma la mia domanda è: è servito a qualcosa?

“Assolutamente sì! E devo dire che inaspettatamente, il Presidente Aurigemma, nel corso di tutta la giornata che abbiamo trascorso assieme a anche nel tragitto che abbiamo fatto in auto per raggiungere Niscemi, si è adoperato affinché potessero partire, sia nel Lazio ma anche in altre regioni, tutte delle iniziative di solidarietà possibili. Attenzione non illudiamoci che la Conferenza delle assemblee legislative possa risolvere il problema che è macroscopico, ma il fatto di poter coinvolgere anche le altre regioni è importante tanto sotto il profilo simbolico che sotto il profilo assolutamente pratico”.

Devo dirti che ho molto apprezzato il fatto che altri colleghi, anche quelli della Sardegna che ha avuto danni e quelli della Calabria, dinnanzi alla situazione catastrofica e alla visita che hanno fatto nel corso della quale hanno toccato con mano il problema a Niscemi e in altre parti della Sicilia, hanno manifestato la volontà di non accedere neanche in una percentuale minima a questi fondi. Insomma le regioni danneggiate a loro volta hanno scelto di lasciare alla Sicilia i fondi che verranno dalla solidarietà dopo essersi resi conto della situazione.

I rapporti politici

Accennando a santa Teresa Riva dove il sindaco è un amico personale di Gaetano Galvagno, ma anche il braccio destro di Cateno de Luca, mi viene in mente una domanda politica che nulla ha a che fare con l’emergenza. Come sono i rapporti politici con de Luca dopo la scelta fatta dalla sua formazione a Messina? Dopo, insomma, che le dimissioni anticipate porteranno la città dello Stretto ad elezioni e ad una contrapposizione elettorale anche in vista delle regionali. 

“Da presidente dell’Assemblea Capisci bene che devo avere un rapporto con tutte le forze politiche. Poi chiaramente ci sono dei rapporti più stretti o meno stretti, più maggiore affidabilità o meno. Quindi come presidente dell’Assemblea mantengo i rapporti certamente con tutti”.

“Per quanto riguarda, invece, il mio partito, chiaramente siamo in contrapposizione nei Comuni al voto. Ad esempio credo che De Luca avrà il suo candidato e credo che il centrodestra avrà una propria coalizione. I rapporti tendo sempre a mantenermi vivi ma ritengo che poi dinnanzi a determinati contesti, come quelli emergenziali, riconosco al gruppo di De Luca la voglia di accelerare determinate procedure quando c’è stato da farlo. Non tanto per fare bene a me piuttosto perché determinati disegni di legge vanno in porto nell’interesse del territorio. E devo dire che De Luca si è assolutamente prestato e reso assolutamente disponibile quando c’è stato da fare le cose per la Sicilia. Questo probabilmente è anche frutto di un dialogo con il Presidente della dell’Assemblea, ma è giusto che sia così, è il giusto rispetto anche volendo dividere quelli che sono i ruoli del Presidente dell’Assemblea e dell’esponente di partito”.

Le elezioni, Messina bando di prova

Ma guardando alla tornata elettorale, con Messina al voto in primavera e le elezioni regionali il prossimo anno, se non prima, tutto questo avrà dei contraccolpi politici

“Sì, io tendo comunque a mantenermi sempre all’interno di un perimetro di rispetto nei confronti di chi è più titolato come il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. Tocca lui esprimersi ma penso che Messina sarà un un banco di prova che fornirà già un indicatore che non è un sondaggio ma è qualcosa di certo, di vero. Le elezioni anticipate a Messina, immaginando che ci saranno tre poli: uno formato dalla coalizione di Cateno De Luca, uno dal centrodestra e uno nel centrosinistra, è già ora più affidabile anche di determinati sondaggi sul consenso dei partiti e delle coalizioni. Quindi, a mio modo di vedere, quello lì sarà un punto di partenza anche per eventuali decisioni future”.

“Chiaramente la mia è soltanto una riflessione che ritengo possa essere anche corretta, perché, ribadisco, si tratta di elezioni vere, dove la gente va a votare e dove c’è qualcosa di più concreto  rispetto a chi semina sondaggi certamente anche affidabili ma ritengo che il voto sia un tantino differente”.

La video intervista integrale