È salita sul palco accompagnata da uno dei suoi due figli. L’Ariston si è alzato in piedi. Gianna Pratesi, 105 anni, è l’ospite d’onore della prima serata del Festival di Sanremo 2026, scelto per celebrare gli 80 anni della Repubblica Italiana.
Nata a Chiavari nel 1920, compirà 106 anni il prossimo 16 marzo. Quando il Festival di Sanremo nasceva, lei aveva già 31 anni e una storia da raccontare: quella del primo voto concesso alle donne, il 2 giugno 1946. All’epoca aveva 26 anni e partecipò al referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica Italiana e permise per la prima volta alle donne italiane di votare.

Ottant’anni dopo, nel 2026, la sua testimonianza sul palco dell’Ariston suona come un monito. I diritti che oggi sembrano acquisiti sono il frutto di scelte coraggiose.
Poche ore prima dell’inizio del Festival, Carlo Conti aveva spiegato così la sua scelta: “La sua presenza deve far riflettere i nostri giovani: la signora Gianna Pratesi rappresenta i nostri genitori, i nostri nonni, i nostri partigiani che hanno liberato l’Italia dall’oppressione nazifascista e che ci hanno permesso, oggi, di goderci un evento musicale come questo”.
Il voto del 1946 e il racconto sul palco
Nella prima serata del Festival, Gianna Pratesi ha raccontato il giorno del referendum. Carlo Conti le ha chiesto cosa avesse votato: “Repubblica! Come tutta la mia famiglia“, ha risposto con orgoglio.
Seduta in poltrona, ha ricordato quell’Italia che usciva dalla guerra. Ha intonato anche “24mila baci”, sorprendendo il pubblico. Ogni mattina, ha raccontato, legge tre giornali senza occhiali.
Nel 1948, dopo la morte dei genitori, si trasferì in Scozia con la sorella. Lì conobbe il marito e gestì una gelateria per oltre vent’anni prima di rientrare in Liguria. Oggi vive a Chiavari. È cantante, musicista e pittrice. Suona il pianoforte ogni giorno, dipinge nature morte e paesaggi marini. In Liguria è stata la prima donna nel collettivo regionale di pittori. I suoi video sono diventati virali su TikTok.
Stasera all’Ariston non è salita solo un’ospite d’onore. È salita una donna che ha votato nel 1946 e che oggi ricorda a tutti quanto sia preziosa la democrazia.






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