Si avvicina una nuova scadenza per i contribuenti che hanno aderito alla Rottamazione-quater. Il termine per il pagamento della prossima rata è fissato al 28 febbraio 2026. L’appuntamento riguarda chi è in regola con i versamenti precedenti ed è chiamato a saldare l’undicesima rata del piano.
Per i contribuenti riammessi alla definizione agevolata in base alla Legge n. 15/2025, il pagamento in scadenza è invece la terza rata prevista dal piano di riammissione. Un passaggio importante per chi ha avuto difficoltà in passato ma ha scelto di rientrare nel percorso agevolato.
Tolleranza fino al 9 marzo 2026
La normativa prevede cinque giorni di tolleranza. I pagamenti effettuati entro il 9 marzo 2026 saranno considerati tempestivi. Oltre questo termine, oppure in caso di versamento parziale, si perde il diritto ai benefici della definizione agevolata.
La conseguenza è rilevante. Gli importi già versati verranno considerati semplici acconti sulle somme complessivamente dovute. Tornano quindi applicabili sanzioni e interessi originariamente esclusi dal piano.
Cos’è la Rottamazione-quater
La Rottamazione-quater riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. È stata introdotta con la Legge di Bilancio 2023 e consente di versare solo le somme dovute a titolo di capitale e le spese per notifiche ed eventuali procedure esecutive.
Non devono essere pagate le somme relative a sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio. Nel caso di multe stradali o altre sanzioni amministrative, restano escluse le maggiorazioni e gli interessi, mentre rimane dovuto l’importo originario.
Si tratta di una misura che ha interessato milioni di contribuenti, offrendo una via di uscita più sostenibile rispetto al debito iniziale.
La riammissione prevista dalla Legge 15/2025
La Legge n. 15/2025, che ha convertito il decreto Milleproroghe (D.L. n. 202/2024), ha introdotto una nuova opportunità per chi risultava decaduto al 31 dicembre 2024 a causa di mancati, insufficienti o tardivi pagamenti.
I contribuenti interessati hanno potuto presentare domanda di riammissione entro il 30 aprile 2025. La norma ha consentito di scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2025 oppure la rateizzazione fino a un massimo di 10 rate. La scadenza del 28 febbraio 2026 rientra in questo nuovo calendario per chi ha aderito alla riammissione.
Come e dove pagare
Le modalità di pagamento sono diverse. È possibile versare la rata in banca, negli uffici postali, nelle tabaccherie e ricevitorie abilitate, agli sportelli bancomat (ATM) abilitati o tramite i canali online di banche e Poste Italiane.
Il pagamento può avvenire anche attraverso i Prestatori di Servizi di Pagamento aderenti al nodo pagoPa, direttamente sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione o tramite l’app Equiclick. Resta disponibile anche la possibilità di pagare agli sportelli dell’Agenzia, prenotando un appuntamento.
Chi ha bisogno di recuperare i moduli di pagamento può accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando Spid, Cie o Cns. Professionisti e imprese possono utilizzare anche le credenziali dell’Agenzia delle Entrate.
In alternativa, è possibile richiedere i bollettini via e-mail tramite l’area pubblica del sito, allegando un documento di riconoscimento. Tra i servizi disponibili c’è anche ContiTu, che consente di scegliere di pagare in forma agevolata solo alcune delle cartelle contenute nella comunicazione delle somme dovute.
Cosa succede se non si paga
Cosa succede se non si versa la rata in tempo? Il rischio non è marginale: si tratta della decadenza automatica dalla Rottamazione-quater.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione lo chiarisce in modo netto: “In caso di mancato pagamento, oppure qualora venga effettuato oltre il termine ultimo o per importi parziali, la legge prevede la perdita dei benefici della definizione agevolata e gli importi già corrisposti saranno considerati a titolo di acconto sulle somme dovute”. Questo significa che anche un ritardo o un versamento incompleto possono compromettere l’intero percorso. Basta una sola rata saltata per perdere l’agevolazione e vedere il debito tornare all’importo originario, comprensivo di interessi e sanzioni.






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