No alla mafia e no alla guerra. Per la 43esima volta va in scena la marcia della Pace Bagheria Casteldaccia.

In piazza c’era la società civile, sindacati come la Cisl Palermo Trapani, ma anche le istituzioni come il Presidente dell’antimafia regionale Antonello Cracolici, e Mons. Corrado Lorefice di recente bersaglio di insulti sui social per le sue parole in difesa dei migranti.

L’Arcivescovo: “Ci voglio zitti”

“Gridiamo a voce alta anche perché oggi ci chiedono di rimanere zitti e per questo vogliono che cali un silenzio anche rispetto alla sensibilità della consapevolezza di quello che a tutt’oggi continua ad essere lo strapotere della mafia. Dobbiamo dire che noi ripudiamo la mafia, ogni forma di violenza e dunque la guerra”.

Lo ha detto Monsignor Corrado Lorefice Arcivescovo di Palermo intervenendo alla macia Bagheria Casteldaccia, per la Pace e contro la mafia e la prevaricazione.

Il grido di Lorefice

“Noi ripudiamo mafia e guerra. Vogliamo dirlo? Vogliamo gridarlo? Nessuno ci deve zittire su questo. E poi per questo siamo qui di anno in anno per fare memoria. E vi vorrei ricordare questo termine che dobbiamo riscoprire. Memoria significa che noi rendiamo nell’oggi presente un fatto che deve continuare a provocarci. Se qualcuno addirittura è morto, è morto perché ha ripudiato la mafia, i suoi metodi violenti e oppressivi, subdoli. Se qualcuno addirittura ha versato il suo sangue, capite che noi dobbiamo fare memoria di questo”.

“E allora vi riconsegno anche l’altro termine ricordare. Se noi facciamo una sezione del termine ricordare. Sapete che cosa risulta? Che noi dobbiamo ridare al nostro cuore ciò che è essenziale. Noi siamo sempre e solo per il bene, per la giustizia. Ma soprattutto noi siamo per il bene della libertà e della pace che debbono regnare nella nostra vita”.

Alla marcia il Presidente della Commissione Antimafia regionale

“Oggi è una giornata di educazione alla memoria. 43 anni fa questa comunità reagì di fronte alla mattanza mafiosa che disseminava di morte centri come Casteldaccia, Bagheria, Altavilla, Villabate. Quella reazione deve diventare una pietra miliare, consapevoli del fatto che la mafia è più forte e pericolosa quando non spara, perché è un sistema che continua a infiltrarsi nella nostra società e che ha bisogno di tessere relazioni con la politica, l’economia, le professioni, per questo è importante saperla riconoscere” ha detto, invece, il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.

“I giovani oggi sono le prime vittime di cosa nostra con lo spaccio di droga che ha conquistato territori che prima erano immuni – ha aggiunto Cracolici, ricordando che la marcia è storicamente una marcia antimafia e antidroga – per questo essere qui è un dovere civico di resistenza contro la mafia e i mafiosi”.