Da quest’anno il bonus sociale sulla TARI è finalmente applicato in modo operativo e molte famiglie lo vedranno direttamente negli avvisi di pagamento inviati dai Comuni tra marzo e aprile. Lo sconto è pari al 25% dell’importo dovuto per la tassa rifiuti, ma non basta avere un ISEE basso nel 2026 per ottenerlo: per l’anno in corso conta esclusivamente l’attestazione presentata nel 2025. Chi non ha aggiornato la propria situazione economica lo scorso anno, oppure superava le soglie previste, non riceverà alcuna riduzione nelle bollette attuali.
Da norma “sulla carta” a misura applicata: cosa è cambiato
Il bonus TARI non nasce nel 2026. La previsione normativa risale all’articolo 57-bis del Decreto Legge n. 124/2019. Per anni è rimasta senza effetti concreti. L’attuazione effettiva è arrivata solo con il DPCM 24/2025, che ha reso operativo lo sconto.
Nel 2026 la riduzione si traduce in un taglio del 25% sull’importo complessivo dovuto per la tassa rifiuti. Il meccanismo è allineato a quello già utilizzato per i bonus sociali su energia elettrica e gas: stessa platea, stesso sistema di incrocio dati.
Chi ha diritto allo sconto del 25%
Il requisito centrale è l’ISEE.
Le soglie sono due:
- Fino a tre figli fiscalmente a carico: ISEE non superiore a 9.796 euro;
- Almeno quattro figli a carico: limite ISEE fino a 20.000 euro.
Non è necessario presentare una domanda specifica per il bonus TARI. È sufficiente aver trasmesso la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). Sarà l’INPS a trasmettere automaticamente le informazioni ai gestori del servizio rifiuti, consentendo l’applicazione dello sconto sull’utenza domestica intestata a un componente del nucleo familiare indicato nell’ISEE.
Perché nel 2026 vale solo l’ISEE del 2025
Per il bonus riconosciuto nel 2026 si prende in considerazione l’ISEE presentato nel 2025.
Questo significa che:
- Chi non ha aggiornato l’ISEE nel 2025 non riceverà il beneficio;
- Chi nel 2025 superava le soglie non avrà lo sconto nel 2026, anche se oggi ha redditi più bassi;
- Il contributo viene riconosciuto una sola volta nel corso dell’anno, entro giugno;
- Lo sconto non è applicato in modo progressivo su ogni rata. È un importo complessivo che può essere ripartito secondo il piano tariffario stabilito dal Comune.
Il caso che fa slittare tutto al 2027
Esiste una situazione tecnica che comporta il rinvio dell’agevolazione.
Secondo le indicazioni pubblicate sul portale SGate, gestito da ANCI, chi presenta la DSU oltre il 20 dicembre e ottiene l’attestazione ISEE nell’anno successivo dovrà attendere il 2027 per usufruire dello sconto.
Esempio concreto: DSU trasmessa il 22 dicembre 2025, ISEE elaborato il 3 gennaio 2026. Anche se il contribuente rientra nelle soglie, il bonus non comparirà nelle bollette del 2026. Sarà riconosciuto solo nel 2027.
Il motivo è tecnico: i flussi informativi tra INPS e gestori rifiuti devono essere allineati entro precise scadenze per consentire l’applicazione automatica.
Chi ha arretrati TARI rischia di non vedere il bonus
Un aspetto meno noto riguarda i contribuenti morosi.
Chi ha diritto al bonus ma presenta debiti TARI relativi ad anni precedenti può vedere l’importo dell’agevolazione utilizzato per compensare le somme arretrate.
La compensazione non è automatica. Può avvenire solo dopo un sollecito formale da parte del gestore, nel quale devono essere indicati:
- L’ammontare del debito;
- L’intenzione di utilizzare il bonus per coprire le somme dovute.
Solo dopo questa comunicazione il gestore può procedere con la compensazione.
Chi sospetta di avere pendenze dovrebbe verificare la propria posizione presso l’Ufficio tributi comunale per evitare che il beneficio venga ridotto o annullato.
Cos’è la TARI e chi deve pagarla
La TARI è il tributo comunale destinato a coprire i costi del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani.
È dovuta da chi utilizza o detiene locali e aree potenzialmente idonei a produrre rifiuti, indipendentemente dalla quantità effettivamente generata. Conta la possibilità di produrli occupando l’immobile.
In linea generale paga l’utilizzatore dell’immobile, ad esempio l’inquilino.
L’importo è composto da:
- Una quota fissa, legata a superficie e destinazione d’uso;
- Una quota variabile, collegata al numero dei componenti del nucleo familiare.
Sono esclusi alcuni spazi che non producono rifiuti in modo autonomo, come parti comuni condominiali non utilizzate in via esclusiva, cantine, balconi, terrazze o locali oggettivamente inutilizzabili.
FAQ
Il bonus TARI 2026 è automatico?
Sì, se è stata presentata la DSU valida nel 2025 e si rientra nelle soglie ISEE.
Se aggiorno l’ISEE nel 2026 posso ottenere lo sconto?
No. Per il 2026 vale l’ISEE presentato nel 2025.
Se ho presentato la DSU dopo il 20 dicembre 2025?
Il bonus slitta al 2027.
Chi ha debiti TARI riceve comunque il bonus?
Il gestore può compensare l’importo con le somme arretrate dopo sollecito formale.
Fonti:






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