Torna la guerra dell’acqua nell’Agrigentino ma stavolta il tema non è la carenza di disponibilità idrica. Il prestito da 10 milioni stabilito dalla Finanziaria regionale nei confronti di Aica, il consorzio di acquisto acque dei Comuni dell’agrigentino, ora non basta più. Il debito del Consorzio nei confronti del fornitore Sicilacque, sarebbe salito ulteriormente e ora Aica chiede 29 milioni di euro ( a fronte dei 23 iniziali)
Aica non ci sta
Secondo l’Auca, però, i conteggi sono errati: “La somma indicata da Siciliacque (500 mila euro aggiuntivi ndr) non costituisce un nuovo debito distinto o autonomo, ma rientra nella complessiva posizione debitoria già oggetto di trattativa istituzionale e già ricompresa nel percorso di definizione avviato con la Regione Siciliana. La posizione economica tra le parti è unica ed è attualmente oggetto di un tavolo tecnico regionale finalizzato alla sua definizione complessiva. “Parlare di “nuovo debito” è quindi fuorviante e genera allarmismo ingiustificato.
Siciliacque contrattacca e mette i conti in piazza
Siciliacque precisa che “l’ultima fattura pagata dal distributore idrico della provincia di Agrigento, relativa alla parte corrente, risale al mese di ottobre 2025 e peraltro si tratta di un acconto. Il debito di Aica frattanto è salito a 25 milioni per sorte capitale, più 4 milioni di interessi e mora, rispetto ai 23 milioni del 31 dicembre scorso”.
“Aica ha deliberatamente scelto di non proseguire nei pagamenti: questo avvalora e conferma che la situazione economico-finanziaria della società sia gestita consapevolmente a scapito di Siciliacque” sostengono dall’azienda.
“I numeri – conclude la società di sovrambito – dicono incontrovertibilmente che la situazione è peggiorata e che lo stanziamento di 10 milioni di euro della Regione, che dovrà essere immediatamente versato a Siciliacque, non risolverà il contenzioso se Aica non pagherà con regolarità la fornitura idrica all’ingrosso che invece viene puntualmente garantita. Restano quindi in campo tutti i procedimenti attivati per il recupero del credito, inclusi quelli volti al blocco dei conti correnti come già avvenuto in passato, a tutela del rispetto delle regole per il servizio pubblico che viene ogni giorno assicurato da Siciliacque”.
La controreplica del Consorzio
La situazione è sempre più tesa e ri schi di interruzione della fornitura per effetto dello scontro continuano a crescere. per il consorzio “È falso sostenere che “l’ultimo pagamento del corrente risale a ottobre 2025 e per giunta in acconto”. AICA dichiara, con dati contabili alla mano, che nel periodo settembre 2025 – febbraio 2026 sono stati erogati complessivamente € 4.735.935,00: milioni di euro regolarmente corrisposti, in un contesto complesso ma gestito con responsabilità e trasparenza”.
“E’ incomprensibile – e per certi versi sconcertante – che in questi giorni sia pervenuto un atto di citazione per circa 12 milioni, comprendendo importi quasi totalmente già coperti da un provvedimento regionale. AICA respinge con forza qualsiasi lettura distorta e ribadisce che si difenderà con la massima determinazione in ogni sede, senza alcun timore e con piena fiducia nella correttezza del proprio operato”.
La Presidente del CdA di AICA, Danila Nobile
“Siamo basiti da un attacco mediatico che non ha alcuna giustificazione, specie mentre la Regione ha già disposto i primi 10 milioni con emendamento e ha tracciato la copertura delle ulteriori somme. Nessuno si permetta di raccontare una realtà diversa per ottenere risultati che non hanno nulla a che fare con la trasparenza e con il rispetto delle istituzioni. Da oggi pretendiamo che la smettano: subito”.
Per il Direttore Generale AICA,Francesco Fiorino: “Le scritture contabili e i flussi di pagamento parlano chiaro. AICA ha operato e sta operando con senso di responsabilità, tutelando la continuità del servizio e mantenendo un’interlocuzione istituzionale. Le azioni giudiziarie e le dichiarazioni pubbliche che includono somme già oggetto di copertura regionale non possono essere usate come strumenti di pressione. AICA è pronta a produrre tutta la documentazione necessaria e ad agire per la tutela dell’Ente e del servizio”.
Nella foto l’incontro fra la Presidente Schifani e la Presidente Aica Nobile lo scorso anno prima della Finanziaria






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