Ventidue mercatini autorizzati in città ma nessuna corrispondenza fra i dati sui mercatari regolari e la reale situazione. Stando ai dati, a Palermo i numeri ufficiali fotografano una situazione che impone un cambio di passo: su 2.135 posteggi previsti nei 22 mercati cittadini, 906 risultano attualmente liberi.
E’ questa la situazione alla quale è necessario mettere ordine anche alla luce del fatto che troppo spesso gli abusivi “tracimano” dalle aree di mercato e mettono in campo concorrenza sleale nei confronti degli operatori regolari, lasciano sporcizia sicuri di impunità per effetto proprio dell’essere abusivi e creano difficoltà al traffico occupando aree che dovrebbero restare ibere.
Un tavolo tecnico di confronto
A fronte di questa situazione il comune ha avviato un confronto con le associazione di categoria. Il percorso avviato dal Sindaco con il Tavolo tecnico sul commercio su aree pubbliche segna un passaggio importante per il futuro dei mercati rionali della città secondo Confinmprese.
“Il Tavolo tecnico – spiega il presidente di Confimprese Palermo Giovanni Felice – ha trovato nuovi impulsi operativi dopo la riunione dei giorni scorsi presieduta dal Sindaco, che ha impresso un’accelerazione concreta ai lavori e definito un metodo di confronto strutturato con le parti sociali”.
Dopo una lunga fase di stagnazione amministrativa, il confronto istituzionale punta ora non soltanto alla gestione dell’esistente, ma alla costruzione di un modello nuovo.
Ridurre il costi dei diritti e regolarizzare tutti gli aventi diritto
Per Confimprese Palermo però, “la riduzione dei diritti di segreteria, secondo la proposta già avanzata all’amministrazione comunale, è condizione preliminare, non costo per il Comune. Uno dei primi temi affrontati riguarda proprio la rimodulazione dei diritti di segreteria relativi alle procedure SUAP”.
“La riduzione dei diritti a 30 euro – dichiara Giovanni Felice, presidente di Confimprese Palermo e Vicepresidente nazionale di Confimprese Italia – non incide sugli obiettivi del piano di riequilibrio finanziario dell’amministrazione. I dati dimostrano che il comparto ha un’incidenza marginale sulle entrate complessive. Si tratta invece di una misura propedeutica a qualsiasi riforma: se non rendiamo accessibili le procedure, nessun sistema potrà ripartire. Il tema non è fiscale, ma strutturale. Semplificare l’accesso significa riattivare i posteggi, ricostruire densità commerciale e rendere sostenibile ogni successiva fase.
Il secondo punto riguarda il modello organizzativo
“Il mercato non può essere considerato una somma di ambulanti – prosegue Felice – ma un’unità economica e funzionale unica. Controlli efficaci e un piano serio per la pulizia possono funzionare solo dentro un accordo strutturato con le associazioni. Serve un vero patto per la rigenerazione dei mercati”.
Ed ancora. “La presenza degli organi di controllo – continua il presidente di Confimprese Palermo – e la riorganizzazione dei servizi devono inserirsi in una logica condivisa. Senza corresponsabilità tra amministrazione e operatori, nessun modello potrà consolidarsi.
Accanto alla riorganizzazione, si apre una fase nuova di promozione e sperimentazione
Il primo passo sarà l’avvio, in via sperimentale, del “Mercato degli Emiri”: un polo mercatale plurigiornaliero che si svolgerà dal venerdì al lunedì e nascerà nello spazio del parcheggio di via degli Emiri dall’accorpamento di quattro mercati esistenti, via Titone, Altarello, Uditore, via Nina Siciliana alla Zisa.
“Gli accorpamenti non devono essere letti come semplici spostamenti logistici – sottolinea Felice – ma come occasione per creare poli organizzati, riconoscibili ed attrattivi. Perché l’operazione abbia successo sarà necessario introdurre innovazione tecnologica, strumenti digitali e nuovi servizi”.
L’obiettivo è trasformare il mercato in uno spazio moderno, competitivo e integrato nel tessuto urbano.
Il lavoro del Tavolo tecnico proseguirà nelle prossime settimane con verifiche operative e monitoraggio delle sperimentazioni.
La direzione è tracciata:” L’obiettivo – chiosa Felice – non è una gestione emergenziale, ma una rigenerazione strutturale fondata su responsabilità condivise, semplificazione amministrativa e capacità di innovare”.






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