Un violento episodio di cronaca ha scosso la tarda mattinata nel territorio di Paternò, dove i carabinieri delle stazioni di Motta Sant’Anastasia e della locale compagnia sono intervenuti per sedare una grave lite familiare. L’allarme è scattato grazie alla segnalazione giunta alla centrale operativa, che ha coordinato l’invio delle pattuglie presso un’abitazione disposta su tre livelli. Al loro arrivo, i militari hanno trovato l’edificio vuoto, scoprendo poco dopo che le vittime — due fratelli e l’anziana madre — si erano già rifugiate al pronto soccorso dell’ospedale cittadino per medicare le ferite riportate durante l’aggressione.

La ricostruzione dei fatti, basata sulle testimonianze raccolte dai feriti, ha svelato un contesto di tensioni che si protraeva ormai da diversi mesi. Il protagonista della vicenda, un uomo di 54 anni, avrebbe manifestato ripetuti comportamenti violenti nei confronti dei fratelli di 70 e 64 anni e della madre novantenne. L’ultimo scatto d’ira sarebbe stato innescato da un motivo banale: la pretesa che i familiari trovassero un libro scomparso all’interno della casa. Nonostante le rassicurazioni dei parenti sulla loro estraneità allo smarrimento, l’uomo ha iniziato a inveire contro di loro, alzando ulteriormente i toni quando l’anziana madre è intervenuta per tentare di riportare la calma.

Il culmine della violenza è stato raggiunto quando il cinquantaquattrenne ha estratto una pistola dai pantaloni, puntandola contro i congiunti e minacciando di ucciderli. Nel tentativo disperato di disarmarlo, i due fratelli maggiori si sono scagliati contro di lui, scatenando una colluttazione durante la quale l’aggressore avrebbe morso le mani di entrambi, colpendo inoltre il fratello settantenne alla testa con il calcio dell’arma. Dopo il brutale assalto, l’uomo si è allontanato a bordo della propria auto, facendo perdere temporaneamente le proprie tracce.

Le ricerche dei carabinieri si sono concluse dopo circa un’ora, quando i militari hanno intercettato il soggetto mentre tentava di rientrare nell’abitazione. Messo di fronte alle proprie responsabilità, l’uomo ha consegnato spontaneamente l’arma utilizzata per le minacce: una pistola a salve munita di tappo rosso, che è stata immediatamente posta sotto sequestro. La posizione del cinquantaquattrenne è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti per definire l’esatta entità delle lesioni riportate dai familiari.