Momenti di tensione ieri al Comune di Avola dove si è verificata una colluttazione tra un dipendente pubblico ed il consigliere Tullio Urso, capogruppo di Avola La Nostra Terra, a sostegno dell’amministrazione di Rossana Cannata, sindaco di Fratelli d’Italia. La notizia era nota negli ambienti del Municipio e politici ma a renderla pubblica è stato il consigliere d’opposizione, Giovanni Rametta, ex capogruppo di FdI di Avola, che, sostanzialmente, ha scaricato le responsabilità su Urso, al punto da invocarne le dimissioni.
Rametta: “Si dimetta da consigliere”
“Quando si ricopre una carica pubblica, il rispetto non è facoltativo. È un dovere. Ancora – si legge nel post di Giovanni Rametta – di più nei confronti dei dipendenti comunali, che non sono parte dello scontro politico ma lavoratori che garantiscono quotidianamente il funzionamento dell’Ente. La recidività aggrava il quadro. Non siamo di fronte a uno scivolone isolato, ma a un atteggiamento che si ripete nel tempo. Per questo ritengo che il consigliere Urso, se tutto ciò dovesse essere confermato, debba trarre le dovute conseguenze politiche e rassegnare le proprie dimissioni. Non possiamo far finta che tutto questo sia normale dialettica politica”.
Urso: “Sono stato aggredito, la mia è legittima difesa”
La versione di Urso, contattato da BlogSicilia, è totalmente diversa: il consigliere afferma di essere stato aggredito dal dipendente del Comune e così, messo con le spalle al muro, anzi “con le mani al collo”, ha reagito per difendersi. “Posso dire che sono stato aggredito fisicamente, per cui mi sono difeso: ricordo che mi sono state messe le mani in faccia e sono stato spinto all’indietro, a quel punto ne è scaturita una colluttazione ma ribadisco che la mia è stata legittima difesa” taglia corto il capogruppo della maggioranza.
Dove è accaduta la lite
Urso racconta i passaggi che hanno preceduto la lite. “Mi ero recato – afferma a BlogSicilia – nell’ufficio Spettacolo del Comune di Avola dove per chiedere delle informazioni ed a quel punto questa persona, che non ha alcun ruolo amministrativo, del resto io ero a colloquio con la dirigente per dei chiarimenti, si è intromessa nella discussione, con tono minaccioso salvo poi essere aggredito. Sono stato portato in ospedale con l’ambulanza del 118 perché, oltre ad avere conati di vomito, avevo dolore al collo che è stato stretto con le mani quasi fosse dentro una morsa”.
I giorni di prognosi
Il consigliere del gruppo della maggioranza spiega inoltre che è “stato sottoposto ad una radiografia poi nel tardo pomeriggio sono stato dimesso: il referto del Pronto soccorso parla di 7 giorni di prognosi legata ad una forte contusione al collo. Mi hanno prescritto degli anti infiammatori ma per fortuna sto bene. Sono stato aggredito, mi sono difeso ed ho risposto: non posso permettere a qualcuno di prendermi a botte senza reagire”.
I precedenti? “Io vittima di altre aggressioni”
Rametta ha anche accusato Urso di altri episodi violenti. “Posso dire che in un caso sono stato assolto, nell’altro, invece, quello legato ad una lite in una sala da barba, la vittima sono io ed ho presentato una querela nei confronti del titolare del locale ed a supporto della mia tesi ci sono dei video” conclude Urso.






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