Gli italiani torneranno alle urne domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo 2026 per il referendum costituzionale sulla riforma della magistratura approvata dal Parlamento nel 2025. Il voto riguarda una legge di revisione della Costituzione che modifica sette articoli della Carta e interviene sull’organizzazione della magistratura, introducendo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.
Le operazioni di voto dureranno due giorni: domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Subito dopo la chiusura dei seggi inizierà lo scrutinio delle schede.
La consultazione è stata convocata con decreto del Presidente della Repubblica del 7 febbraio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.31 del 7 febbraio 2026.
Quando e come si vota
Il calendario elettorale è stato stabilito dal decreto elezioni che ha confermato la formula del voto in due giornate.
- Domenica 22 marzo; 7:00 – 23:00;
- Lunedì 23 marzo: 7:00 – 15:00.
Lo scrutinio inizierà immediatamente dopo la chiusura delle urne del lunedì pomeriggio.
Per votare bisogna presentarsi al seggio con:
- documento di identità valido;
- tessera elettorale.
Se la tessera elettorale è esaurita o smarrita è possibile richiedere un duplicato all’ufficio elettorale del proprio comune.
La scheda elettorale che verrà consegnata agli elettori sarà di colore verde.
Che tipo di referendum è
La consultazione del 22-23 marzo è un referendum costituzionale confermativo.
Si tratta di uno strumento di democrazia diretta previsto dall’articolo 138 della Costituzione, utilizzato quando una legge costituzionale approvata dal Parlamento non raggiunge la maggioranza qualificata dei due terzi.
In questi casi la riforma può essere sottoposta al voto popolare affinché siano i cittadini a decidere se confermarla o respingerla.
Questo tipo di referendum presenta una differenza sostanziale rispetto ai referendum abrogativi:
- Referendum costituzionale: quorum non previsto;
- Referendum abrogativo: richiede il 50% + 1 degli aventi diritto.
Nel referendum costituzionale quindi il risultato è valido indipendentemente dall’affluenza. Vince l’opzione che ottiene la maggioranza dei voti espressi.
Il quesito sulla scheda
Il testo della domanda è stato definito dalla Corte costituzionale, che ha verificato la chiarezza e la comprensibilità del quesito.
Sulla scheda gli elettori troveranno la seguente domanda:
“Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?’”.
Le possibili risposte sono due:
- SÌ → conferma della riforma;
- NO → respingimento della riforma.
Se prevalgono i Sì, la legge costituzionale entrerà in vigore dopo la promulgazione del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Se vincono i No, la riforma approvata dal Parlamento non diventerà legge.
Chi può votare
Possono partecipare al referendum:
- tutti i cittadini italiani maggiorenni;
- iscritti nelle liste elettorali.
Gli italiani residenti all’estero hanno votato per corrispondenza nelle settimane precedenti.
Voto assistito
Gli elettori con disabilità che necessitano dell’assistenza di un altro elettore possono chiedere al proprio Comune l’annotazione permanente del diritto al voto assistito sulla tessera elettorale tramite un timbro.
Voto fuori sede
Non è stata introdotta una procedura generale per il voto dei fuori sede. Tuttavia, alcune situazioni particolari consentono comunque di partecipare alla consultazione anche vivendo lontano dal proprio comune di residenza.
Cosa cambia nella Costituzione
La riforma sottoposta a referendum modifica sette articoli della Costituzione: 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110.
Il punto centrale è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, che comporta una nuova organizzazione del sistema di autogoverno della magistratura.
Due Consigli superiori della magistratura
La riforma introduce un cambiamento strutturale nel sistema di autogoverno delle toghe.
Oggi esiste un solo Consiglio superiore della magistratura (CSM).
La revisione costituzionale prevede invece due organi distinti:
- un CSM per i magistrati giudicanti;
- un CSM per i pubblici ministeri
Entrambi saranno presieduti dal Presidente della Repubblica.
La nuova Alta Corte disciplinare
Un altro elemento centrale della riforma è la creazione della Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari.
L’organo sarà composto da 15 giudici scelti tra:
- professori universitari;
- avvocati;
- magistrati.
La selezione avverrà tramite una combinazione di nomine e sorteggio.
Questa nuova Corte concentrerà le competenze disciplinari che oggi appartengono al CSM.






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