A un mese esatto dall’apertura al pubblico, la mostra Tesori impressionisti. Monet e la Normandia, allestita nelle Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo e visitabile fino al 28 settembre, accoglie una nuova presenza di grande valore artistico: il dipinto “Ulivi saraceni” del pittore palermitano Francesco Lojacono.

L’ingresso dell’opera introduce un nuovo elemento narrativo nel percorso espositivo. Il quadro stabilisce infatti un dialogo tra la pittura siciliana dell’Ottocento e il movimento impressionista francese, mettendo in luce affinità artistiche che attraversano l’Europa del XIX secolo.

La mostra presenta 97 opere provenienti dalla collezione Peindre en Normandie. Il percorso racconta gli scambi culturali e le influenze tra alcuni dei protagonisti più importanti della pittura europea, artisti che hanno contribuito a costruire la fama artistica della Normandia.

Accanto all’opera di Lojacono trovano spazio dipinti di Claude Monet, Eugène Boudin, Théodore Géricault, Gustave Courbet, Eugène Delacroix e Berthe Morisot. Una presenza siciliana che arricchisce la narrazione e amplia la prospettiva della mostra.

L’incontro tra vedutismo siciliano e impressionismo

Il dipinto “Ulivi saraceni” rappresenta un punto di contatto tra due linguaggi pittorici. Da un lato il Vedutismo siciliano, dall’altro l’Impressionismo francese.

Entrambi i movimenti condividono un’attenzione profonda per la natura e per la vita quotidiana. I pittori osservano il paesaggio, la luce e i cambiamenti dell’atmosfera. L’arte diventa così un mezzo per restituire emozioni e percezioni.

In questo senso l’accostamento tra i due filoni artistici non appare forzato. Lojacono, pur mantenendo un’identità fortemente legata alla tradizione siciliana, dimostrò sempre una grande apertura verso le esperienze europee.

Il dipinto esposto a Palermo rende visibile questa relazione. La luce mediterranea, intensa e limpida, dialoga idealmente con le atmosfere della Normandia dipinte dagli impressionisti.

Francesco Lojacono, il “ladro del sole”

Francesco Lojacono (Palermo 1838 – 1915) è considerato il principale pittore paesaggista siciliano dell’Ottocento. Le sue opere conquistano già in vita l’attenzione dell’aristocrazia italiana e internazionale.

La caratteristica più riconoscibile della sua pittura è la luce. Una luminosità intensa che rende i paesaggi quasi vibranti. Proprio per questa capacità gli contemporanei gli attribuirono un soprannome suggestivo: “ladro del sole” oppure “pittore del sole”.

Nei suoi dipinti la natura siciliana diventa protagonista. Uliveti, campagne, colline e vedute urbane raccontano un territorio osservato con attenzione e sensibilità.

Lojacono viaggiò anche in Europa. Queste esperienze ampliarono il suo orizzonte culturale e arricchirono il suo linguaggio pittorico. Pur restando profondamente legato alla Sicilia, seppe integrare influenze artistiche provenienti da altre realtà europee.

Questa apertura spiega la presenza del suo lavoro all’interno di una mostra dedicata agli impressionisti.

Un’opera dell’Assemblea regionale siciliana

Il dipinto “Ulivi saraceni” appartiene all’Assemblea regionale siciliana. L’opera è normalmente collocata negli Appartamenti Reali di Palazzo dei Normanni, dove è esposta in modo permanente.

In occasione della mostra sugli impressionisti il quadro viene presentato con una nuova prospettiva. L’allestimento consente ai visitatori di osservare l’opera in relazione diretta con i grandi maestri della pittura francese.

Il Palazzo Reale di Palermo diventa così il luogo in cui si incontrano due tradizioni artistiche diverse ma complementari: la pittura di paesaggio siciliana e l’impressionismo europeo.

Il ricordo di Sebastiano Tusa

La scelta di presentare l’opera martedì 10 marzo non è casuale. La data coincide con l’anniversario della scomparsa dell’archeologo Sebastiano Tusa, figura di primo piano nello studio della storia antica della Sicilia.

La Fondazione Federico II, presieduta da Gaetano Galvagno, ha voluto dedicare questo momento alla memoria dello studioso.

Tusa viene ricordato come uno dei più autorevoli interpreti dell’archeologia siciliana. Il suo lavoro ha contribuito a diffondere la conoscenza del patrimonio storico dell’isola anche al di fuori dei contesti accademici.

Nel ricordo promosso dalla Fondazione emerge il ritratto di uno studioso capace di unire ricerca scientifica e divulgazione culturale. Un “ambasciatore della cultura”, definito anche un visionario, che ha reso accessibili a tutti risultati e scoperte spesso confinati nei circuiti specialistici.

Una mostra che racconta l’Europa dell’arte

L’arrivo dell’opera di Lojacono rafforza il messaggio culturale della mostra “Tesori impressionisti. Monet e la Normandia”. Il percorso non si limita a raccontare la nascita dell’Impressionismo, ma mostra anche le connessioni tra artisti e territori.

Le opere provenienti dalla collezione Peindre en Normandie documentano il rapporto tra la pittura e i paesaggi normanni. Le coste, i porti e la luce del nord della Francia diventano soggetti privilegiati per molti artisti dell’Ottocento.

Con l’inserimento di “Ulivi saraceni”, il racconto si amplia. Il visitatore può cogliere una relazione ideale tra due geografie artistiche: la Normandia e la Sicilia.

Due territori lontani, ma uniti da una stessa attenzione per la luce, per la natura e per la rappresentazione del paesaggio.

La mostra “Tesori impressionisti. Monet e la Normandia” è visitabile nelle Sale Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo fino al 28 settembre.

L’esposizione offre un viaggio attraverso la pittura dell’Ottocento europeo e propone uno sguardo sulle relazioni artistiche tra Francia e Sicilia.

Informazioni e dettagli sugli orari sono disponibili sul sito ufficiale della Fondazione Federico II.