25 anni celebrati sia attraverso il racconto di una storia importante che puntando al confronto, alla riflessione, alla conoscenza per non perdere la mission innata e la capacità di andare oltre, guardando all’esperienza del passato come viatico per il percorso dell’oggi e del domani. SAMOT Ragusa, ente accreditato al Sistema Sanitario Regionale e che sin dai primi anni della sua vita ha basato il suo impegno sull’idea di dare vita al tempo nell’occuparsi delle cure palliative in Sicilia, ha salutato nella sala delle Gramole a Ragusa, i suoi primi cinque lustri con una mattinata intensa. Aperta da un video che in 180 secondi ne ha tracciato carattere, capacità di affermazione e professionalità unita a passione; raccontando tutto questo con i volti di chi ne è parte. La presenza degli operatori e dei responsabili delle tre aree d’azione nelle province di Ragusa, Siracusa e Trapani –oltre 250 presenze– è stata la cornice più bella ad una giornata aperta dal Direttore amministrativo di SAMOT Ragusa, Nello Aprile che, assieme al Presidente Antonio Campo, ha creato questo ‘miracolo’ dell’assistenza. Aprile, ha ripercorso i primi 25 anni di storia, attraverso conquiste, ostacoli, corse, condivisioni, proposta, capacità di leggere i momenti e di interpretare i cambiamenti e, soprattutto, l’impegno continuo e costante. Senza un attimo di tregua o un giorno di pausa perché questo è stato l’unico modo per non trovarsi attardati e fuori contesto nei molti cambiamenti a livello nazionale che ha vissuto e vive la Sanità del Territorio e, ovviamente, anche quelli per le cure palliative. Un lavoro difficile, all’interno delle famiglie, esercitato nelle fasi più delicate del distacco.
SAMOT Ragusa ha scelto di dedicare la giornata che ha celebrato i primi 25 anni, al racconto di Aprile come momento propedeutico a tre tavole rotonde dedicate a capire e sapere cosa fare e come farlo per migliorare la qualità della vita di chi ha bisogno di assistenza, gestendo dolore fisici, psicologici, sociali e spirituali, garantendo dignità e supporto al nucleo familiare in giorni complicati. Ma anche di chi questa assistenza la fa e la organizza come lavoro e come migliorarne le condizioni per esercitarla. Con asse portante d’ogni pensiero, la legge 38 del 2010 che ha segnato la svolta perché ha riconosciuto le cure palliative come un diritto fondamentale del cittadino. Le reti delle cure palliative, La digitalizzazione e l’IA e Le cure palliative e il DM 77 i tre argomenti dei panel che hanno visto interventi importanti di figure di primo piano nei campi trattati, sagacemente moderate da addetti ai lavori che ne avevano piena conoscenza e competenza. Una serie di momenti di alto valore che hanno preceduto il saluto finale dal palco affidato al Presidente Antonio Campo, al suo Vice Adriano Aprile, al Consigliere Marco Campo e al Direttore amministrativo Nello Aprile.
Proprio il Presidente, ha tenuto a sottolineare come quello di sabato 7 marzo sia stato un momento che, per scelta, è voluto andare oltre la celebrazione, puntando ad entrare nello specifico di temi che sono necessari per far crescere cura e assistenza. E che SAMOT Ragusa sia precursore in questo senso e un esempio da esportare ben oltre i confini della Sicilia, è stato detto e sottolineato non solo dalle istituzioni locali e regionali presenti ma anche dagli interventi di importanti figure di riferimento provenienti da varie aree geografiche del Paese a cominciare da Renato Mannheimer che si è complimentato in modo convinto con una realtà, ha detto “che non conoscevo e che ho scoperto oggi con soddisfazione perché è ricca di presente e di futuro”. Si chiude il cerchio sui primi 25 anni e se ne apre un altro sin da subito perché l’azione di SAMOT Ragusa è quella, appunto, di ‘esserci’ e di guardare oltre come must costante del proprio essere e del proprio agire.






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