Il prezzo della benzina ha superato la soglia di 1,8 euro al litro in tutte le regioni italiane, mentre il diesel continua a muoversi stabilmente oltre i 2 euro al litro, con punte ancora più alte sulle autostrade. I dati aggiornati alle 8 del 12 marzo arrivano dall’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dalle elaborazioni pubblicate da Staffetta Quotidiana e Quotidiano Energia. Le rilevazioni coprono circa 20 mila impianti di distribuzione su tutto il territorio nazionale.
L’andamento dei prezzi riflette l’ulteriore crescita delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e i ritocchi al rialzo applicati dalle principali compagnie petrolifere sui prezzi raccomandati.
I prezzi medi nazionali aggiornati alla pompa
Secondo le elaborazioni sui dati trasmessi dai gestori all’Osservaprezzi del Mimit, il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self service si attesta a 1,819 euro al litro, in aumento rispetto agli 1,814 euro registrati il giorno precedente.
Il diesel self service raggiunge invece 2,039 euro al litro, contro i 2,036 euro dell’11 marzo.
Le medie registrate sulla rete carburanti italiana mostrano differenze tra marchi e distributori indipendenti.
Le quotazioni rilevate su circa 20mila distributori
Le rilevazioni diffuse da Staffetta Quotidiana, basate sui dati comunicati dai gestori al Mimit, indicano ulteriori ritocchi verso l’alto.
Prezzi medi nazionali rilevati
- Benzina self service: 1,816 €/l (+0,005)
- Diesel self service: 2,033 €/l (+0,003)
- Benzina servito: 1,952 €/l (+0,005)
- Diesel servito: 2,167 €/l (+0,008)
Per i carburanti alternativi il quadro è più stabile:
Gpl servito: 0,704 €/l (invariato)
Metano auto: 1,495 €/kg (+0,001)
Gnl: 1,235 €/kg (invariato)
I valori indicano una fase di rialzi progressivi ma non uniformi tra le diverse tipologie di carburante.
I prezzi più alti sulle autostrade
Come avviene abitualmente, i distributori autostradali mostrano livelli di prezzo più elevati rispetto alla rete ordinaria.
- Benzina: 1,905 €/l (self service) e 2,160€/ (servito)
- Diesel: 2,096 €/l (self service) e 2,353€/servito
Per gli altri carburanti i valori medi risultano:
-
Gpl: 0,836 €/l
-
Metano: 1,525 €/kg
-
Gnl: 1,295 €/kg
Il diesel self in autostrada supera quindi la soglia dei 2,1 euro al litro, confermando il trend di crescita registrato nelle ultime settimane.
Le regioni con i prezzi più elevati
L’analisi territoriale mostra differenze rilevanti tra le diverse aree del Paese.
Secondo le elaborazioni dell’Unione Nazionale Consumatori basate sui dati del Mimit:
Diesel più caro
- Autostrade – 2,105 €/l
- Bolzano – 2,081 €/l
- Friuli Venezia Giulia – 2,069 €/l
- Trento – 2,064 €/l
Benzina più cara
- Autostrade – 1,910 €/l
- Bolzano – 1,866 €/l
- Calabria – 1,851 €/l
- Basilicata – 1,850 €/l
Un elemento rilevante riguarda il superamento generalizzato della soglia di 1,8 euro al litro per la benzina self. Le ultime regioni che mantenevano prezzi inferiori – Marche, Lazio e Umbria – hanno registrato l’aumento proprio nelle ultime rilevazioni.
I rialzi decisi dalle compagnie petrolifere
L’aumento dei prezzi alla pompa segue gli interventi delle principali compagnie sui listini consigliati.
Nelle ultime ore sono stati registrati:
- +3 centesimi sul diesel da parte di Eni;
- +1 centesimo sulla benzina e +2 centesimi sul diesel da Tamoil;
- +1 centesimo sulla benzina e +3 centesimi sul diesel da Q8.
Questi aggiustamenti si inseriscono in un contesto di crescita delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, che influenzano direttamente i costi della rete distributiva.
L’allarme dei consumatori: effetti già visibili sui prodotti alimentari
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori l’aumento dei carburanti sta già producendo effetti sulla filiera dei prezzi alimentari.
Il presidente dell’associazione, Massimiliano Dona, afferma:
“È evidente che le accise andavano ridotte senza aspettare un mese per accertare la maggiore Iva incassata. L’escalation dei prezzi si sta già trasferendo sui prodotti ortofrutticoli, specie quelli provenienti dalla Sicilia, con un rialzo talmente abnorme che abbiamo presentato ieri un esposto all’Antitrust per verificare se vi sono dei rincari anomali in violazione del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, intese restrittive della concorrenza o abusi di posizione dominante”.
L’associazione sostiene che il rincaro dei carburanti incide direttamente sui costi di trasporto, soprattutto nel caso dei prodotti agricoli provenienti dalle regioni insulari, dove la logistica dipende fortemente dal trasporto su gomma.






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