Ancora un assalto ad un Bancomat, come spesso avviene nel fine settimana e in provincia. Questa volta è stato il turno della Banca Agricola Popolare di Sicilia, in via Garibaldi a Zafferana Etnea. Intorno alle 4,30 di notte i malviventi hanno demolito con un escavatore una parete dell’agenzia e divelto il supporto metallico a cui era ancorato l’Atm.
“Il copione è sempre lo stesso, un disastro annunciato. Ancora un attacco alle banche, un violento assalto ad un bancomat, come troppo spesso avviene nei fine settimana e nelle aree periferiche. Un’azione violenta, organizzata e potenzialmente devastante per l’intera comunità – afferma Gabriele Urzì segretario provinciale Fabi Palermo e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo – che da anni segue con attenzione l’evoluzione degli attacchi agli sportelli automatici in Sicilia. Questi episodi non sono più casi isolati. Le province di Catania e Siracusa, in particolare, stanno registrando una frequenza allarmante di assalti, spesso condotti con mezzi pesanti, esplosivi o tecniche di effrazione sempre più sofisticate. È evidente che ci troviamo davanti a gruppi criminali organizzati, che agiscono con modalità militari e senza alcun riguardo per la sicurezza dei cittadini”.
Le misure necessarie per contrastare gli assalti
Sono ormai improcrastinabili una serie di interventi che potrebbero ridurre in modo significativo il rischio come sistemi anti-esplosione e dispositivi di macchiatura delle banconote, che rendono inutilizzabile il bottino; blindature avanzate e casseforti temporizzate, per aumentare la resistenza degli Atm agli attacchi con mezzi pesanti e una videosorveglianza intelligente, con telecamere ad alta definizione collegate in tempo reale alle centrali operative delle forze dell’ordine.
Inoltre, sensori antintrusione e sistemi di allarme predittivi, capaci di rilevare vibrazioni, tagli o movimenti anomali prima che l’attacco venga completato; una riduzione programmata del contante nelle ore più critiche, per diminuire l’attrattività degli sportelli e la collocazione degli Atm in aree più protette, evitando posizioni isolate o facilmente raggiungibili con mezzi d’assalto. Queste tecnologie esistono e hanno già dimostrato la loro efficacia in altre regioni. È necessario però che vengano adottate in modo uniforme e con urgenza anche in Sicilia, dove la pressione criminale è ormai evidente”.
La sicurezza dei lavoratori e dei cittadini al centro
“Ogni assalto – sottolinea Urzì – rappresenta un rischio enorme per chi vive o lavora nei pressi delle filiali. L’uso di escavatori o esplosivi può provocare crolli, feriti e danni ingenti agli edifici circostanti. La sicurezza non può essere considerata un costo accessorio: è un investimento indispensabile per la tutela delle comunità. Occorre un coordinamento straordinario tra istituzioni, forze dell’ordine e sistema bancario. La Sicilia non può essere lasciata sola di fronte a una criminalità che si muove con mezzi e tecniche sempre più aggressive. Continueremo a vigilare e a sollecitare interventi concreti per proteggere lavoratori, clienti e territori”.






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