Il Tribunale di Siracusa ha assolto per intervenuta prescrizione e perché il fatto non sussiste il deputato regionale del Mpa-Grande Sicilia e sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, finito sotto processo nell’ambito dell’inchiesta denominata Muddica, culminata nel febbraio del 2019 con il suo arresto ed il coinvolgimento di altre 8 persone, tra amministratori ed imprenditori di Melilli.

La vicenda

La vicenda giudiziaria, nella tesi della Procura di Siracusa, ruotava attorno ad presunto giro di appalti banditi dal Comune di Melilli che, stando alla ricostruzione dell’epoca dei pm, sarebbero stati pilotati in favore di imprenditori amici.  Le imputazioni iniziali includevano turbativa d’asta, abuso d’ufficio, falso, corruzione, associazione per delinquere e tentata truffa ma queste accuse si sono progressivamente sgonfiate, infatti il Tribunale del Riesame di Catania ha cancellato corruzione, associazione a delinquere e tentata truffa, lasciando in piedi falso, abuso d’ufficio, induzione indebita e turbativa d’asta, confermati anche dalla Cassazione nel 2019.

L’altro filone giudiziario

E così, a distanza di anni, Carta, difeso dall’avvocato Francesco Favi, riconfermato alla guida del Comune di Melilli nel 2022 per poi essere eletto all’Ars nella lista del Mpa, ha concluso il suo percorso giudiziario con l’assoluzione. Stessa sorte anche per gli altri imputati, tra cui il sindaco di Francofonte, Daniele Lentini, nelle vesti di dirigente del Comune di Melilli, e l’ex vicensindaco di Melilli, Stefano Elia, che avevano scelto un procedimento giudiziario diverso.

Le parole di Carta

“Non mi sento di fare alcuna dichiarazione, è stato un procedimento lungo” dichiara Carta a BlogSicilia che, però, ringrazia “la comunità di Melilli e la provincia di Siracusa che mi hanno sempre sostenuto”.