Una ragazza britannica di 18 anni è stata esclusa da un processo di selezione nel dicembre 2025 perché la sua auto era ritenuta troppo vecchia. La decisione, comunicata da un’agenzia immobiliare, ha avuto un impatto diretto su una candidata al primo ingresso nel mondo del lavoro. Lo ha raccontato la BBC.
Il caso: candidatura fermata prima del colloquio
Alanah Thompson French, residente a Burton Joyce nel Nottinghamshire, aveva presentato domanda per un ruolo da tirocinante come agente immobiliare presso haart a Nottingham.
Durante la candidatura online, tra le domande previste figurava un requisito specifico: “la tua auto ha meno di 10 anni?”. La giovane ha selezionato “no”, indicando che il suo veicolo non rispettava il limite richiesto.
L’auto in questione è una Citroen C1 del 2014.
In una email, l’agenzia ha comunicato di aver esaminato la candidatura e ringraziato per l’interesse mostrato, ma ha spiegato che non sarebbe stata inserita tra i candidati per il colloquio. Il motivo: per quel ruolo era necessario avere accesso a un’auto con meno di 10 anni.
La posizione dell’azienda: sicurezza prima di tutto
In una dichiarazione ufficiale, haart ha spiegato: “È estremamente importante che le persone che lavorano per noi utilizzino veicoli affidabili per la loro sicurezza personale, in particolare quando percorrono molti chilometri ogni giorno e spesso lavorano da sole”.
L’azienda ha poi aggiunto un ulteriore chiarimento: “Le evidenze delle organizzazioni del settore automobilistico mostrano che la probabilità di problemi meccanici aumenta con l’età dei veicoli. Per questo motivo, e in linea con molte organizzazioni che richiedono ai dipendenti di utilizzare la propria auto per lavoro, la nostra policy prevede che i veicoli debbano normalmente avere meno di 10 anni”.
La reazione di Alanah: “Non sembra giusto”
La giovane lavora attualmente a tempo pieno in una caffetteria, ma aveva espresso la volontà di costruire una carriera nel settore immobiliare.
Dopo aver ricevuto la risposta, ha raccontato: “È stata un po’ una botta perché quando cerchi lavoro mandi tantissime candidature e ricevere una email che dice questo… davvero non lo capisco”.
Ha poi aggiunto: “Non sembra giusto perché come dovrei permettermi un’auto più grande e migliore? E come dovrei pagare l’assicurazione per un’auto più grande e migliore?”.
Alanah ha spiegato di aver acquistato la vettura nel mese di maggio dopo aver risparmiato 2.800 sterline (poco più di 3.000 euro). L’auto aveva un solo precedente proprietario e meno di 65.000 chilometri percorsi. Non aveva mai presentato problemi meccanici.
Il nodo economico: quando il requisito diventa barriera
Il caso evidenzia un aspetto concreto del mercato del lavoro: alcuni requisiti non riguardano competenze o formazione, ma la disponibilità di beni materiali.
Per molti giovani, soprattutto all’inizio del percorso lavorativo, sostenere il costo di un’auto recente può essere difficile. Oltre all’acquisto, incidono assicurazione e gestione.
Jenni French, madre di Alanah, ha osservato: “Il mercato del lavoro è davvero difficile per i giovani”.
Ha poi aggiunto: “Penso che più vengono svantaggiati da politiche che iniziano a limitare la loro possibilità di dimostrare di avere competenze e conoscenze e di saper fare le cose, più diventa sempre più difficile”.
E ancora: “E se quella porta non si apre all’inizio, questa cosa lascia conseguenze per tutta la vita”.
I dubbi legali sulla policy aziendale
Anche dal punto di vista giuridico emergono perplessità. Danielle Parsons, partner occupazionale presso Irwin Mitchell, ha commentato il caso.
“Temo che questa policy possa escludere in modo sproporzionato candidati più giovani e meno abbienti dal presentare domanda per questo lavoro, soprattutto considerando che si tratta di una posizione entry level e che le offerte sono attualmente poche e distanziate”.
Ha poi aggiunto: “La risposta di haart non indica alcuna alternativa a questo tipo di divieto generalizzato”.
Una ricerca di lavoro che continua
Nonostante l’esclusione, Alanah non ha cambiato obiettivo. Ha dichiarato di voler entrare nel settore immobiliare e di essere ancora “continuando a candidarsi e cercare lavoro ogni giorno”.
Il caso resta emblematico perché mostra come un requisito operativo possa incidere direttamente sulle opportunità di ingresso nel lavoro, soprattutto per chi parte con risorse limitate.






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