La prima pensilina intelligente installata a Palermo non ha ancora mostrato un orario degli autobus. Da quando è stata posizionata in piazza Alcide De Gasperi — pieno centro della città, di fronte allo stadio Renzo Barbera — ha collezionato scritte vandaliche, pannelli in plastica trasparente sfondati e oggi, 19 marzo, una svastica, che è stata dipinta. La segnalazione è arrivata a BlogSicilia da un lettore. La DIGOS ha avviato le indagini e sta analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare i responsabili. Inoltre, ha incaricato il Comune per rimuoverla.

Una pensilina mai entrata in funzione

La struttura era stata pensata come prima di una serie di fermate di nuova generazione per il trasporto pubblico palermitano: schermi integrati per visualizzare in tempo reale gli orari di arrivo e partenza degli autobus AMAT, un salto tecnologico rispetto alle pensiline tradizionali della città.

L’installazione ha generato subito una prima ondata di polemiche sui social: in molti l’avevano giudicata esteticamente discutibile. Mentre il dibattito online era ancora in corso, la pensilina non era ancora operativa. E mentre non era ancora operativa, è arrivato il primo atto vandalico: scritte. Poi il secondo: i pannelli in plastica trasparente sono stati sfondati. Oggi il terzo: la svastica.

Tre episodi di vandalismo in sequenza su un’infrastruttura pubblica che non aveva ancora erogato un singolo servizio ai cittadini.

Il simbolo e la legge

La svastica non è una scritta qualsiasi. In Italia la sua esibizione pubblica è sanzionata dalla legge Mancino (L. 654/1975, modificata dalla L. 205/1993): chi propaga idee fondate sull’odio razziale o esibisce pubblicamente simboli nazisti rischia la reclusione da tre mesi a tre anni. La norma si applica anche a disegni tracciati su superficie pubblica.

Episodi analoghi si sono verificati negli anni recenti in Sicilia: nel 2020 una svastica era comparsa sulla cassetta della posta del Museo del Giocattolo di Bagheria, accompagnata da un biglietto antisemita in tedesco.

Palermo e le infrastrutture pubbliche: un problema strutturale

La parabola di questa pensilina è diventata, suo malgrado, emblematica. Tre fasi distinte di degrado — polemica, vandalismo, simbolo di odio — si sono sovrapposte in un arco di tempo brevissimo, prima ancora che la struttura fosse attiva.

Le polemiche sui social avevano seguito un andamento circolare: prima si era discusso dell’estetica, poi del fatto che fosse stata danneggiata, poi del fatto che non funzionasse ancora. Tre dibattiti paralleli sulla stessa pensilina, nessuno dei quali riguardava quello per cui era stata installata: fornire informazioni agli utenti del trasporto pubblico.

Il sindaco Lagalla: “Offesa la memoria storia della città”

Il commento del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla: “Esprimo la mia più ferma e indignata condanna per il grave episodio verificatosi in piazza Alcide De Gasperi, dove è comparsa una svastica sulla pensilina di una fermata dell’autobus. Si tratta di un gesto ignobile e inaccettabile, che offende la memoria storica, i valori democratici e il senso civico della nostra comunità.

Palermo è una città aperta, inclusiva e non c’è spazio per simboli di odio, né per chi tenta di diffondere messaggi di intolleranza e violenza. Ho già contattato AMAT affinché si intervenga con la massima urgenza per la rimozione immediata di questo simbolo dalla pensilina, restituendo decoro a un luogo frequentato quotidianamente da cittadini e pendolari.

Confido nel lavoro delle forze dell’ordine, affinché i responsabili vengano individuati al più presto. Sono certo che la città saprà reagire con fermezza, ribadendo con chiarezza i valori di rispetto, convivenza e legalità che la contraddistinguono”.

Palumbo: “Gesto inaccettabile”

Salvatore Palumbo, consigliere e presidente della seconda commissione permanente della VII Circoscrizione, ha dichiarato: “Sebbene l’area di Piazzale De Gasperi ricada al di fuori del territorio di competenza della VIII Circoscrizione, sento il dovere morale e istituzionale di esprimere la mia più ferma condanna per il vile atto vandalico consumatosi nelle scorse ore. L’offesa insita nell’utilizzo di simbologie che richiamano i periodi più bui della storia contemporanea non conosce confini amministrativi: colpiscono l’intera città e i valori civili che ci accomunano tutti. Vedere uno spazio pubblico profanato con tale spregiudicatezza è un insulto alla memoria storica e alla dignità di ogni palermitano. I fatti accaduti devono richiamare ogni forza politica ad abbassare i toni dello scontro, riconducendolo al mero confronto democratico, senza cadere nella provocazione delle contrapposizioni ideologiche. L’aggressività, anche verbale, che viene ormai troppo spesso utilizzata è purtroppo l’humus all’interno del quale i nostalgici delle ideologie totalitaristiche trovano il terreno fertile per esprimersi. Mi auguro che le autorità competenti intervengano con la massima urgenza per la rimozione di questo scempio e che, attraverso l’ausilio della videosorveglianza, si possa risalire ai responsabili di questo gesto inaccettabile. La difesa della democrazia passa anche dal rispetto reciproco e dalla cura dei nostri spazi comuni”.

M5S: “Ferita al cuore e alla cultura della città”

“Atti del genere sono ferite al cuore e alla cultura della città di Palermo. Non bisogna minimizzare davanti a segnali come questi che sono sintomatici di un degrado culturale preoccupante. Immediatamente ci siamo attivati come Movimento 5 Stelle per chiedere la rimozione, ma chiediamo anche che si vada a fondo per risalire agli autori di questo atto vandalico grave”.  Lo dicono il consigliere comunale Antonino Randazzo e il consigliere di circoscrizione Giacomo Cuticchio del Movimento 5 Stelle.

“Dopo i saluti fascisti tollerati dalla destra e altre iniziative che strizzano l’occhio ai nostalgici dei periodi bui dell’Italia, duole constatare che in tutta Italia, non solo a Palermo, si stanno verificando sempre più frequentemente – ha affermato la senatrice palermitana Dolores Bevilacqua – episodi del genere, figli di una ideologia fascista che avremmo avuto la possibilità di perseguire con l’approvazione di un emendamento di buon senso al cosiddetto decreto antisemitismo. Emendamento bocciato dalla maggioranza di governo che evidentemente ha difficoltà a dimostrare la netta condanna a tali esempi di rigurgiti fascisti”.

Di Gangi (PD): “Non un semplice bravata”

“Non siamo davanti a una semplice bravata. La comparsa di una svastica su una pensilina AMAT a piazza De Gasperi, di fronte allo stadio, è un fatto grave che richiama simboli di odio, violenza e negazione dei valori democratici. Ho chiesto l’immediata rimozione e la segnalazione alle autorità competenti. Palermo non può tollerare la presenza di simboli nazisti nello spazio pubblico. Serve una risposta rapida e chiara: cancellare subito questi segni e rafforzare le azioni di controllo e prevenzione, per evitare che episodi simili si ripetano”. Lo dichiara la consigliera comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi.