Il gup Emanuele Bencivinni ha emesso le prime condanne dal blitz che ha portato agli arresti di 181 accusati accusati a vario titolo di estorsione e di far parte del mandamento palermitano di Porta Nuova.
Sono stati condannati Giovanni Castello a 12 anni, Giuseppe Di Maio 11 anni, un mese e 10 giorni; Francesco Paolo Putano a 14 anni, 9 mesi e 23 giorni; Francesco Spadaro, 11 anni, un mese e 10 giorni e Francesco Paolo Viviano 8 anni e 4 mersi; Pietro Di Blasi a 5 anni, Fortunato Bonura a 4 anni, Francesco Paolo Luisi a 5 anni, Giuseppe La Barbera a 5 anni;. Filippo Marino a 3 anni e 4 mesi; Agostino Lupo a 2 anni e due mesi, quest’ultimo per favoreggiamento aggravato; Salvatore Castello a 3 anni e 4 mesi, accusato di ricettazione aggravata. Assolti Tonino Seranella, Francesco Battaglia, Rosario Mandalà e Vito Sacco.
Il giudice ha riconosciuto il risarcimento per le parti civili: Comune di Palermo, Addiopizzo, Centro Studi Pio La Torre, Sos impresa, Solidaria, Confcommercio, Confesercenti, Confimpresa, Federazione antiracket, Sportello di solidarietà.
“A poco più di un anno dal maxi blitz che aveva portato a 181 arresti, si chiude uno dei processi a 16 imputati del mandamento mafioso di Porta Nuova. L’unico imprenditore che si era opposto alle estorsioni e aveva denunciato con il sostegno di Addiopizzo, era costituito parte civile – dice l’associazione che ha sostenuto l’imprenditore nel percorso di riscatto -. Tutto è iniziato quando un costruttore ha trovato il coraggio di rompere il silenzio e contattarci, dopo che lui e i suoi operai avevano subito minacce e richieste estorsive in un cantiere nel centro storico di Palermo”.






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