Un dibattito denso di contenuti e ricco di spunti di riflessione è andato in scena nell’aula magna dell’Istituto Einaudi, plesso Pareto, una scuola superiore di secondo grado che si apre con frequenza alla società civile affrontando i temi della quotidianità
I ragazzi si confrontano con il loro primo voto
Sono tanti i nei diciottenni che si trovano a confrontarsi con la loro prima chiamata alle urne e dovranno pronunciarsi in un referendum dal quale possono dipendere le sorti del Paese nella gestione di uno dei tre poteri dello stato, quello giurisdizionale ovvero l’amministrazione della giustizia.
Così la scuola ha scelto di fornire alle quinte classi, frequentate dai neo diciottenni, un panorama sul referendum che si voterà in questo fine settimana e che riguarda la riforma del sistema giudiziario italiano. Una occasione per conoscere il sistema attuale e le modifiche che verranno apportate dalla riforma se convalidata dal voto popolare e poter, così scegliere consapevolmente se votare sì oppure no.
Parlamentari e magistrati spiegano al riforma ai ragazzi
A rappresentare le diverse posizioni c’era un parlamentare ed un magistrato per ciascuna delle due parti. Per il Sì la deputata segretario della Camera Carolina Varchi di Fratelli d’Italia e il magistrato Massimo Russo; per il fronte del No la deputata regionale siciliana Roberta Schillaci del Movimento 5 stelle e il magistrato Rachele Monfredi.
In avvio di dibattito è stato effettuato un sorteggio per determinare chi avrebbe iniziato ed è toccato al fronte del Sì. Nel primo giro di domande sono stati concessi 8 minuti ciascuno per illustrare la riforma e i motivi del sì o del no. In seconda battuta ciascuno ha avuto a disposizione 5 minuti per replicare alle affermazioni fatte fin qui.
Le domande dei ragazzi
Ma il fulcro del dibattito è stato rappresentato dalle domande dei ragazzi. Dalla Platea sono scesi in 8 per chiedere chiarimenti. Una partecipazione vivace che ha animato anche il dibattito fra i giovani e i relatori.
Preside e corpo doventi hanno voluto offrire agli studenti una occasione per acquisire gli strumenti necessari a crearsi una propria opinione senza cedere alla tentazione di votare in base alle eccessive semplificazioni fatte in campagna referendaria che troppo spesso hanno rappresentato una realtà non attinente ai fatti, ai contenuti della riforma ed ai motivi per cui sposarla o avversarla






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