Il mistero sulla morte di Angelo Onorato resta aperto. Il giudice per le indagini preliminari, Giuseppa Zampino, ha accolto l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata da Francesca Donato, moglie dell’imprenditore ed eurodeputata, assistita dall’avvocato Vincenzo Lo Re. Una decisione condivisa anche dalla madre e dalla sorella della vittima, seguite dal legale Dario Barbiera

. Il dilemma che ha diviso inquirenti e familiari sin dal 25 maggio 2024 rimane dunque lo stesso: suicidio, come ipotizzato inizialmente dalla Procura, o omicidio?

Secondo il gip, gli elementi raccolti finora non permettono di chiudere il caso. Il corpo dell’architetto, titolare dei negozi “Casa”, era stato rinvenuto nella sua auto lungo la bretella che costeggia l’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, con una fascetta di plastica stretta al collo.

Sebbene non vi fossero segni macroscopici di colluttazione, il giudice sottolinea che ciò non esclude affatto una dinamica violenta. Le indagini tecniche sulle telecamere di sorveglianza, pur avendo ricostruito i movimenti della vettura, presenterebbero dei “punti ciechi” significativi: i dispositivi coprivano infatti solo gli accessi veicolari, lasciando sguarniti possibili varchi pedonali o aree laterali da cui terzi avrebbero potuto avvicinarsi indisturbati.

Un punto cruciale dell’ordinanza riguarda lo sportello posteriore destro dell’auto. La centralina del veicolo ha registrato la sua apertura alle 11:07, appena un minuto dopo la sosta, senza una successiva chiusura. Al momento del ritrovamento, lo sportello risultava ancora semiaperto.

A questo si aggiunge il rinvenimento di aghi di pino sui tappetini posteriori e sul marciapiede, un dettaglio che per il gip suggerisce il possibile accesso di un’altra persona nell’abitacolo. Anche l’assenza di impronte digitali sulle fascette di plastica e la posizione anomala della cintura di sicurezza sono elementi che richiedono, secondo il tribunale, una spiegazione più approfondita in chiave omicidiaria.

Le nuove indagini, per le quali sono stati concessi ulteriori sei mesi, dovranno concentrarsi anche su aspetti scientifici e psicologici. È stata disposta un’analisi biostatistica integrata sulle tracce genetiche miste trovate su vestiti, occhiali e poggiatesta, oltre a un approfondimento merceologico sulla fascetta killer. Infine, resta il nodo dei messaggi WhatsApp e della lettera consegnata da Onorato a un amico avvocato poco prima di morire, documenti in cui l’imprenditore esprimeva timori concreti per la propria incolumità. Segnali che, per il giudice, non possono essere liquidati come suggestioni, ma rappresentano piste investigative ancora tutte da percorrere.