Stop al voto quasi ovunque alle 15,00 di oggi anche se gli elettori in coda al momento della chiusura dei seggi hanno potuto esercitare il voto anche con qualche sitante di ritardo. I giochi sono fatti e adesso si saprà se la riforma dell’ordinamento giudiziario potrà entrare in vigore o sarà stata cassata dagli italiani.

L’affluenza alle urne

L’Affluenza alle urne, in questo caso, non da indicazioni sul voto espresso. Nonostante gli opinionisti a inizio marzo considerassero l’affluenza un dato che avrebbe potuto avvantaggiare il Sì, il modo in cui è andata non da indicazioni in questo senso.

In base alle valutazioni Ipsos di inizio marzo sopra la soglia del 50% di affluenza il Sì avrebbe recuperato consenso ma al voto, ieri e oggi, sono andate soprattutto le regioni storicamente a trazione progressista (Emilia Romagna e Toscana) sia pure insidiate da Regioni come Lombardia e Veneto. Sul fronte politico, però, se è vero che Fratelli d’Italia e Forza Italia erano abbastanza chiaramente schierate col Sì, da parte Lega non si è vista una campagna referendaria forte.

Quel brutto segnale proveniente da Sicilia e Meridione

Ma se incoraggia la partecipazione del Paese al referendum appare, invece, sconfortante il segnale proveniente dall’affluenza del Meridione con la Sicilia in coda alle classifiche dei votanti. Alla mobilitazione della società civile che nel Nord del Paese ha voluto partecipare e dire la propria su questa riforma ha fatto da contraltare il disinteresse del Mezzogiorno che, a ben guardare città e aree di voto, sembra un disinteresse che prende piede nella classe media.

Il ruolo della politica

Non sembrano aver avuto un ruolo fondamentale i partiti in questa tornata. Almeno nel centrodestra. Mentre a sinistra la mobilitazione è stata “militare”, nei partiti del centrodestra sembra aver prevalso il localismo e il voto potrebbe essere stato usato più per mandare segnali di corrente che per esprimersi su una riforma importante per il Paese. Un atteggiamento miope, quello di tanti leader locali, che però non avrebbe influenzato più di tanto il risultato finale per effetto proprio di una base sempre meno interessata alla partecipazione democratica nonostante il dato nazionale di oggi appaia in controtendenza