C’è una storia siracusana che pochi conoscono ma che vale la pena raccontare, perché parla di trasparenza, di diritto all’informazione e di come un’amministrazione pubblica comunica con i propri cittadini. Al centro c’è l’ufficio stampa del Comune di Siracusa, una struttura che ha una storia quasi pionieristica, fu tra i primi enti locali in Italia, e il primo in Sicilia, ad aprire un concorso pubblico per giornalisti addetti stampa, ma che oggi rischia di essere smantellata in silenzio, per ragioni di bilancio.

È quanto denuncia Assostampa Siracusa, il sindacato dei giornalisti, che questa mattina è stata convocata in audizione dalla IV Commissione Consiliare permanente, chiamata a redigere l’atto di indirizzo sul nuovo assetto organizzativo dell’ufficio stampa dell’ente.

Una storia che comincia con un primato

Bisogna fare un passo indietro per capire il peso specifico di questa vicenda. Quando la Legge 150 del 2000, la normativa quadro sull’informazione e la comunicazione nelle Pubbliche Amministrazioni, impose agli enti locali di dotarsi di uffici stampa strutturati, la maggior parte dei Comuni italiani rimase alla finestra. Siracusa no: Palazzo Vermexio bandì un concorso pubblico per quattro posti da giornalista addetto stampa, diventando un caso-scuola a livello nazionale.

Col tempo, due dei quattro vincitori sono andati in pensione. Poi un terzo. Oggi, di quell’organico originario formalmente ancora fissato in tre unità resta un solo giornalista in servizio. Che lascerà il posto, per raggiunti limiti di età, nell’estate del 2027. È in questo vuoto che si è inserita, silenziosamente, l’idea di non fare più un concorso.

Il piano: fuori i giornalisti, dentro un’agenzia

Secondo quanto emerso nell’audizione di questa mattina, l’amministrazione comunale starebbe valutando di non rinnovare l’ufficio stampa attraverso un nuovo bando, ma di affidare le attività di comunicazione a un’agenzia esterna. La motivazione addotta dal dirigente delle Risorse Umane del Comune, già in una precedente audizione, sarebbe di natura economica: mantenere l’ufficio stampa costerebbe circa 150.000 euro l’anno, una cifra ritenuta troppo onerosa per le casse di Palazzo Vermexio. Un’obiezione che Assostampa smonta punto per punto.

I conti che non tornano

La delegazione sindacale, composta dal segretario provinciale Prospero Dente, da Francesco Di Parenti, componente della Giunta Esecutiva Regionale di Assostampa Sicilia, e da Giulio Perotti, consigliere nazionale della FNSI, ha portato in commissione documentazione tecnica e ha contestato apertamente la stima dell’amministrazione.

Il nodo è contrattuale. «Le cifre contenute nel Piano di fabbisogno abbozzato dall’Amministrazione sono calcolate con i parametri del precedente contratto di lavoro applicato. Da oltre tre anni tutto è cambiato, visto che i giornalisti degli uffici stampa sono assunti con contratti del pubblico impiego», hanno dichiarato Dente, Di Parenti e Perotti. In altre parole, da quando è stato adottato il contratto degli enti locali al posto di quello Fnsi, i costi si sono significativamente ridotti, e la cifra dei 150.000 euro non rispecchia la realtà attuale.

Cosa dice la legge

Al di là dei numeri, c’è un ostacolo normativo che rende il piano del Comune difficilmente percorribile. La Legge 150/2000, all’articolo 9, disciplina in modo puntuale la composizione e le funzioni degli uffici stampa nelle Pubbliche Amministrazioni: il personale deve essere composto da giornalisti iscritti all’Ordine, assunti attraverso procedure concorsuali. L’affidamento a un’agenzia esterna privata non è contemplato dalla norma, e anzi ne contraddice lo spirito.

Non solo: lo scorso 28 gennaio, a Roma, l’ANCI, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani  e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che va esattamente nella direzione opposta a quella imboccata da Siracusa. L’accordo, firmato dal presidente ANCI Gaetano Manfredi e dalla segretaria generale FNSI Alessandra Costante, impegna i Comuni a inserire gli uffici stampa nelle proprie piante organiche, a bandire concorsi pubblici con commissioni che includano giornalisti professionisti iscritti all’Ordine da almeno dieci anni, e a promuovere la formazione continua del personale. A supporto di questa cornice normativa e istituzionale, la delegazione ha depositato agli atti della commissione anche le linee guida per la creazione e la gestione degli uffici stampa negli enti locali, elaborate nell’ambito dello stesso accordo: un corpus documentale che non lascia spazio a interpretazioni alternative.

La posizione di Assostampa: no alle agenzie, sì al concorso

L’audizione di questa mattina si è aperta con un segnale positivo. «Ringraziamo il presidente Ivan Scimonelli e tutti i consiglieri comunali presenti per la convocazione», ha dichiarato il segretario provinciale Prospero Dente. «Un atto che, aprendosi all’ascolto e al confronto con la categoria, dimostra sensibilità politica e amministrativa». Un riconoscimento che non era scontato, e che ha contribuito a impostare il confronto su basi costruttive.

Nel merito, però, la delegazione sindacale non ha usato mezze misure. L’ufficio stampa del Comune di Siracusa, è stato ribadito, «resta un esempio virtuoso da tutelare e preservare da qualsiasi tentativo di modifica non previsto dalla legge». La sua funzione, hanno sottolineato i rappresentanti di Assostampa, non è meramente amministrativa: un ufficio stampa istituzionale è anzitutto una garanzia di trasparenza nei confronti del cittadino, e la sua eventuale soppressione o esternalizzazione non sarebbe solo una scelta organizzativa discutibile, ma un arretramento civico.

Sulla prospettiva di affidare la comunicazione istituzionale a soggetti privati esterni, la risposta è stata netta: Assostampa ha ribadito «la totale contrarietà a qualsiasi idea di affidamento ad agenzie esterne», ricordando che si tratta di «una soluzione non prevista dalla Legge e ribadita nel recente protocollo siglato il 28 gennaio scorso a Roma».

Il sindacato, al contrario, ha rilanciato la propria disponibilità a collaborare con l’amministrazione per costruire un nuovo bando concorsuale che tenga conto dei parametri contrattuali aggiornati: «Come sindacato, ribadiamo la nostra disponibilità a un confronto per meglio articolare la stesura del nuovo bando per l’implementazione dell’ufficio stampa del Comune di Siracusa».

Le prossime tappe

La IV Commissione dovrà ora elaborare l’atto di indirizzo che orienterà le scelte dell’esecutivo. I tempi non sono immediati, ma nemmeno infiniti: con il pensionamento dell’ultimo giornalista in servizio previsto per l’estate del 2027, la finestra per avviare un concorso e selezionare una nuova figura professionale si sta già restringendo.