Non è morto a causa delle lesioni causate dal violento pestaggio subito il 26 febbraio a Priolo ma per le sue condizioni di salute: una grave epatopatia Un cambio clamoroso di scenario che modifica la posizione di un 46enne, fermato dalla polizia all’inizio del mese di marzo con l’accusa di omicidio nei confronti di un operaio di 55 anni di Priolo e da allora chiuso in una cella del carcere di Cavadonna, a Siracusa.
Il cambio di accuse
Il gip del Tribunale di Siracusa, sulla scorta dell’esito dell’autopsia, ha alleggerito la posizione dell’indagato che risponde adesso di tentato omicidio ed anche di tentata estorsione, in quanto l’origine del pestaggio violento – avvenuto sotto gli occhi di altre persone non intervenute per aiutare la vittima forse perché complici del 46enne e delle telecamere di sorveglianza – sarebbe da ricondurre ad una richiesta di denaro del 46enne pari a 1000 euro, secondo quanto emerso dalle indagini della polizia.
Cosa è accaduto
Dopo l’aggressione, l’operaio, stando alla ricostruzione degli inquirenti, coordinati dai magistrati della Procura di Siracusa, sarebbe tornato a casa, salvo poi morire nelle ore successive, il 27 febbraio. Ad accorgersi di lui sono stati i familiari, da qui la segnalazione agli agenti del commissariato di polizia di Priolo fino al provvedimento di fermo per omicidio ai danni del 46enne. Un’accusa sorretta dalla prima ispezione cadaverica che, evidentemente, avrebbe legato il decesso alle percosse. Invece, con il passare del tempo e soprattutto con un’analisi accurata dello stato di salute del 55enne lo scenario è cambiato.
La consulenza
“Il provvedimento è stato emesso – si legge nella nota diffusa dalla Questura di Siracusa – in quanto, a seguito delle risultanze dell’esame autoptico, diversamente da quanto ipotizzato in sede di ispezione cadaverica effettuata al momento del decesso, è emerso che la causa della morte è da ricondurre a una grave epatopatia di cui l’uomo era affetto”.
Il nuovo provvedimento è stato notificato nella giornata di ieri al 46enne ma con la derubricazione del reato è possibile che la difesa possa chiedere un alleggerimento della misura cautelare o addirittura il suo annullamento.
Gli interrogativi
Permangono tanti interrogativi sulla vicenda: se l’operaio non fosse stato aggredito in modo così violento sarebbe morto poche ore dopo? Dubbi che frullano nella testa di coloro che sono vicini al 55enne.
Confermata la ferocia del pestaggio
Nella stessa nota, la polizia fa sapere che dalla relazione del Consulente dell’Autorità giudiziaria, “le lesioni traumatiche documentate, in ragione della sede anatomica interessata e dei mezzi con cui risultano essere state inferte, appaiono astrattamente idonee a determinare conseguenze anche gravi per la vita del soggetto”.
E rileva, la stessa polizia, che “il comportamento dell’aggressore, caratterizzato dalla ferocia con cui ha colpito ripetutamente la vittima alla testa, anche dopo che questa, inerme, si era accasciata a terra, con copiose perdite di sangue, non lascia alcun dubbio sulla sua volontà di cagionarne la morte, e del tentativo di estorsione perché l’indagato, aveva minacciato di violenze fisiche, successivamente concretizzatesi in un violento pestaggio, la vittima, al fine di ricevere indebitamente una somma di denaro di circa mille euro”.
Ma di fatto, la vittima, stando agli inquirenti, è deceduta perché non era in salute.






Commenta con Facebook