Nel Petrolchimico di Priolo gli appalti metalmeccanici stanno cambiando mano. Le imprese della provincia di Siracusa perdono contratti a favore di aziende esterne, che portano con sé manodopera da fuori. Il 14 aprile Fiom Cgil, Fim e Uilm si siedono con Confindustria, Federmeccanica e alcuni imprenditori locali. Il tavolo era atteso da novembre.

Eni: si smantella Versalis, ma non con le mani di Siracusa

Lo stabilimento Versalis ha smesso di produrre etilene. La riconversione è in corso: una bioraffineria con Q8 per HVO diesel e bio-jet, e un impianto di riciclo chimico delle plastiche con la tecnologia Hoop®. Progetti ambiziosi, presentati come il futuro verde del polo.

Il problema è il presente. Per lo smantellamento del vecchio impianto, Eni ha affidato il lavoro a un’azienda della provincia di Pavia. Lo denuncia Antonio Recano della Fiom Cgil Siracusa, e la denuncia ha un peso specifico preciso: non si tratta di un appalto qualsiasi, ma di un cantiere ad alto rischio su un impianto che richiede conoscenza specifica dei processi, dei layout, delle criticità sedimentate in anni di lavoro. Portare maestranze estranee non è solo una scelta economicamente discutibile per il territorio, è una questione di sicurezza.

Poi c’è il capitolo bioraffineria: nessuno sa ancora quali imprese realizzeranno gli impianti, a quali condizioni, con quale personale. Su questo Eni tace. E in un territorio dove ogni appalto vale decine di famiglie, il silenzio non è neutralità.

Isab: cambi di appalto continui, imprese locali fuori dal giro

Isab è il cuore pulsante del Polo: tra le più grandi raffinerie d’Europa, produce da sola il 22% del fabbisogno nazionale di carburanti. Su quella struttura, per decenni, ha lavorato un indotto metalmeccanico locale solido, specializzato, formato sul campo.

Secondo la Fiom, nell’ultimo periodo Isab ha operato diversi avvicendamenti negli appalti, sostituendo imprese del territorio con aziende esterne che a loro volta impiegano manodopera non siracusana. La logica è quella del ribasso: si cambia fornitore per contenere i costi, si scende di livello contrattuale, si sacrifica il radicamento territoriale. Il risultato è che competenze costruite in cinquant’anni di presenza industriale vengono progressivamente marginalizzate.

Il nodo che i sindacati pongono con forza è la mancanza di confronto: le nuove aziende appaltatrici non dialogano con le sigle locali, e Isab non convoca tavoli. Le decisioni arrivano come fatti compiuti.

Sonatrach: per ora si tiene

La terza grande committente del Polo non è al centro delle polemiche. I contratti con le imprese locali sono ancora in essere e la situazione non ha subito stravolgimenti sostanziali. Se ne riparlerà nei prossimi mesi, ma per ora è l’unica nota che non stona nel quadro generale.

Sasol: qui la crisi è diversa, e più profonda

Con Sasol il problema non sono gli appalti ma la tenuta dello stabilimento stesso. La multinazionale sudafricana, che a Priolo gestisce un polo europeo di riferimento per la produzione di LAB. il composto base per detergenti e tensioattivi, sta fronteggiando un calo strutturale della domanda globale combinato con costi energetici che non accennano a scendere. La risposta è stata la chiusura di una delle due linee produttive, con 65 posizioni in meno su oltre 600 dipendenti italiani.

Non è una percentuale devastante sulla carta. Lo è nel contesto: Priolo non è Milano, e ogni posto perso in un impianto altamente specializzato difficilmente trova un’alternativa a portata di mano.

La denuncia unitaria: la transizione non può essere un alibi

Nell’incontro di novembre 2025 i tre sindacati avevano già messo nero su bianco la loro lettura: cambi di appalto continui che generano competizione al ribasso, con sicurezza, occupazione e diritti che pagano il conto. Oggi rilanciano: c’è il rischio concreto che la transizione ecologica diventi «una scorciatoia verso la desertificazione industriale». Un territorio che smobilita il suo sapere tecnico non si riconverte, si svuota. Il 14 aprile dirà se le grandi committenti hanno voglia di sedersi con un mandato reale.