I carabinieri della compagnia di Mistretta hanno tratto in arresto un trentenne di origini catanesi, già noto alle forze di polizia, con l’accusa di truffa aggravata ai danni di una donna di 89 anni. L’intervento è scattata nella giornata di ieri, dopo che diverse segnalazioni di tentativi di raggiro con la tecnica del “finto carabiniere” erano giunte ai militari dalle zone di Mistretta e Castel di Tusa.

I carabinieri hanno individuato un’auto sospetta in allontanamento dal centro abitato di Pettineo. Il veicolo è stato intercettato poco dopo a Castel di Lucio dai militari della stazione locale. Durante la perquisizione, all’interno del vano portaoggetti, è stato rinvenuto un pacchetto di sigarette contenente diversi gioielli di cui il conducente non è stato in grado di giustificare la provenienza.

Nelle stesse ore, la figlia di un’anziana residente a Pettineo ha richiesto l’intervento dei militari denunciando una truffa appena subita dalla madre. Secondo la ricostruzione, la vittima era stata contattata telefonicamente da un uomo che, spacciandosi per un militare, le aveva riferito di un grave incidente stradale causato dalla figlia. Per evitarne l’arresto, l’interlocutore aveva richiesto il pagamento di una cauzione. Mentre la donna era ancora al telefono, si è presentato alla sua porta un finto avvocato, identificato poi nel trentenne fermato, che è riuscito a farsi consegnare preziosi e contanti per un valore di circa 1.500 euro.

Gli accertamenti hanno confermato che l’uomo bloccato a Castel di Lucio era lo stesso che si era introdotto nell’abitazione dell’ottantanovenne. Il trentenne è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre la refurtiva è stata sequestrata in attesa di essere restituita alla legittima proprietaria. L’intervento sottolinea l’importanza della prevenzione e l’invito dei carabinieri a contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112 di fronte a richieste telefoniche sospette di denaro o gioielli.