Mancano 32 giorni. Il 30 aprile 2026 si chiude la finestra per aderire alla rottamazione quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 — Legge n. 199/2025, art. 23, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025.
Chi aderisce entro quella data può estinguere i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione pagando solo il capitale e le spese di notifica, senza versare sanzioni, interessi di mora e aggio. La domanda si presenta esclusivamente online, dal 20 gennaio al 30 aprile 2026.
Rispetto alle rottamazioni precedenti, la misura ha un perimetro più stretto ma un piano di rateizzazione decisamente più lungo: fino a 54 rate bimestrali distribuite in nove anni. Per chi ha un debito accumulato negli anni e non riesce a saldarlo in un’unica soluzione, è la possibilità di uscire da una situazione bloccata con versamenti minimi da 100 euro ogni due mesi.
Quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies
Non tutte le cartelle sono rottamabili. La rottamazione quinquies riguarda tutti i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 derivanti da:
- imposte risultanti da controlli automatici e formali effettuati dall’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni annuali (art. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973; art. 54-bis e 54-ter DPR 633/1972);
- contributi previdenziali dovuti all’INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento; sanzioni amministrative irrogate per violazioni del Codice della strada dalle competenti amministrazioni dello Stato (Prefetture), limitatamente agli interessi e all’aggio.
Restano fuori le cartelle derivanti da accertamenti fiscali diretti, i tributi locali come TARI e bollo auto, e i contributi previdenziali richiesti da enti diversi dall’INPS. Le multe stradali rientrano, ma solo per la quota di interessi e aggio — non per la sanzione base.
Un elemento rilevante per chi ha già aderito in passato: possono accedere alla rottamazione quinquies anche i contribuenti decaduti da precedenti definizioni agevolate — comprese le prime tre rottamazioni e il saldo e stralcio — purché i debiti rientrino nel perimetro previsto dalla nuova misura. Restano invece esclusi i debiti già regolarmente saldati nell’ambito della rottamazione quater alla data del 30 settembre 2025.
Come verificare la propria posizione prima di fare domanda
Prima di inviare la domanda, il primo passo è capire esattamente quali cartelle si hanno e quali rientrano nella misura. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione mette a disposizione il Prospetto informativo, accessibile sia dall’area riservata sia tramite form in area pubblica, che riporta l’elenco dei debiti definibili e l’importo dovuto in misura agevolata. La richiesta viene elaborata entro 12 ore e il link per scaricare il documento rimane attivo per 5 giorni.
Scaricare il prospetto prima di procedere evita errori nella selezione delle cartelle e consente di valutare con esattezza l’importo da pagare e il piano di rate più conveniente.
Come fare domanda: modalità e scadenza
I contribuenti possono presentare la domanda di adesione entro il 30 aprile 2026 con modalità esclusivamente telematiche tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Servono le credenziali SPID, CIE o CNS per l’accesso all’area riservata. In alternativa è disponibile un modulo in area pubblica, allegando documento di riconoscimento in formato PDF.
Dopo l’invio si riceve una e-mail di conferma con la ricevuta della domanda (R-DA-2026). Successivamente, l’Agenzia comunicherà l’esito, l’importo dovuto e i moduli di pagamento con il piano rate scelto.
Il piano di pagamento: 54 rate in 9 anni
Il piano di rateizzazione della rottamazione quinquies è strutturato su un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, con un minimo di 100 euro per rata. Le prime tre rate scadono rispettivamente il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre 2026. Dal 2027 al 2034 i pagamenti proseguono con sei rate annuali nei mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre. Il piano si conclude nel 2035 con tre ultime rate a gennaio, marzo e maggio.
In alternativa è possibile pagare in unica soluzione entro il 31 luglio 2026, senza interessi aggiuntivi. Chi sceglie la rateizzazione applica sulle somme un interesse del 3% annuo, calcolato a partire dal 1° agosto 2026.
Cosa succede appena si presenta la domanda
Un effetto immediato e spesso trascurato: la presentazione della domanda di adesione sospende le azioni esecutive in corso.
Pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche vengono temporaneamente bloccati nell’attesa della definizione della pratica. Questo vale come protezione immediata del patrimonio del contribuente, indipendentemente dall’esito finale.
Le regole sulla decadenza
Il mancato pagamento dell’unica rata o di due rate — anche non consecutive — o dell’ultima del piano, comporta la perdita di tutti i benefici della rottamazione quinquies. Quanto già versato viene considerato un acconto sul debito complessivo e non viene restituito. La decadenza fa rientrare il contribuente nella posizione originaria, con tutte le sanzioni e gli interessi che la rottamazione avrebbe eliminato.






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