Da Palermo il leader M5S Giuseppe Conte lancia la mozione di censura contro l’assessora regionale al turismo Elvira Amata e chiede un cambio radicale alla guida della Regione.

La Sicilia torna al centro del dibattito politico nazionale. E per Giuseppe Conte non è solo una questione locale. Da Palermo, il leader del Movimento 5 Stelle rilancia un messaggio chiaro: ciò che accade nell’Isola ha un impatto diretto sull’intero Paese.

«La questione siciliana è una questione italiana», afferma, sottolineando come la situazione politica e amministrativa della Regione non possa essere considerata marginale rispetto agli equilibri nazionali.

Nel mirino del presidente M5S finisce la maggioranza di centrodestra che sostiene il governo guidato da Renato Schifani. Conte annuncia l’avvio di una mozione di censura nei confronti dell’assessora al Turismo, Elvira Amata, definendola solo il primo passo di una battaglia politica più ampia: «Questo esecutivo deve lasciare spazio a un’alternativa».

“Un problema politico e morale”

Secondo Conte, la Sicilia vive una fase critica, segnata non solo da difficoltà amministrative ma anche da una crescente pressione giudiziaria su esponenti politici.

Il leader pentastellato denuncia l’assenza di interventi strutturali per affrontare le emergenze dell’Isola, mentre — osserva — aumentano le vicende giudiziarie che coinvolgono figure istituzionali. Un quadro che, a suo dire, non riguarda esclusivamente la Sicilia ma investe anche il partito di riferimento della premier Giorgia Meloni.

Il rischio, avverte, è quello di una progressiva assuefazione: accettare come normale ciò che invece dovrebbe rappresentare un’anomalia.

Sanità e appalti nel mirino

Uno dei punti più critici, secondo Conte, riguarda il sistema degli appalti pubblici, in particolare nel settore sanitario.

L’ex presidente del Consiglio mette in relazione eventuali irregolarità con le conseguenze dirette sui cittadini: ritardi nelle prestazioni, liste d’attesa sempre più lunghe e servizi inefficienti. Un meccanismo che, se confermato, finirebbe per penalizzare sia la qualità dell’assistenza sia la concorrenza tra imprese.

Il voto e la sfida politica

Guardando al recente voto referendario del 22 e 23 marzo, Conte legge un segnale politico preciso: un elettorato meno legato a logiche clientelari e più attento ai contenuti.

Richiama quindi il tema della “questione morale” nella politica italiana, evocando la necessità di rompere dinamiche consolidate per recuperare la fiducia dei cittadini.

Da qui l’appello alle forze progressiste: costruire un fronte comune per offrire un’alternativa credibile al governo regionale.

Infrastrutture e fondi europei

Nel suo intervento, Conte critica anche le scelte in materia di infrastrutture, soffermandosi sul progetto del Ponte sullo Stretto. Secondo il leader M5S, la destinazione di risorse — incluse quelle legate ai fondi di coesione europei — rischia di sottrarre investimenti ad altri ambiti più urgenti per il territorio.

Una decisione che viene definita come uno squilibrio nelle priorità, soprattutto in una Regione che continua a fare i conti con divari economici e sociali rilevanti.

Nodo candidature: apertura su La Vardera

Infine, uno sguardo alle future dinamiche politiche. Conte non chiude alla candidatura di Ismaele La Vardera alla presidenza della Regione, ma invita a un approccio unitario.

L’obiettivo, spiega, dovrebbe essere quello di individuare una figura capace di aggregare consenso e massimizzare le possibilità di vittoria, superando logiche di parte.

Il messaggio finale resta netto: per il leader del Movimento 5 Stelle, la Sicilia ha bisogno di un cambio di passo. E il percorso, assicura, è appena iniziato.