Una violenta lite tra giovani avvenuta lunedì sera in viale Indipendenza è culminata in un drammatico accoltellamento che ha rischiato di trasformarsi in tragedia. La Polizia di Stato di Gela ha tratto in arresto un ventiduenne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a rissa e porto abusivo di armi, con l’accusa di tentato omicidio. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati questa mattina durante una conferenza stampa presso il Palazzo di Giustizia, alla quale hanno preso parte il Procuratore della Repubblica Salvatore Vella e il commissario Angelo Palermo.
L’allarme è scattato a seguito di una segnalazione giunta sulla linea di emergenza che indicava uno scontro fisico in corso in strada. Al loro arrivo, gli agenti hanno trovato evidenti tracce di sangue sul selciato ma nessun coinvolto. La conferma della gravità dell’accaduto è arrivata poco dopo dal presidio ospedaliero cittadino, dove si è presentato un ventenne ferito gravemente da due fendenti sferrati con un coltello a serramanico all’emitorace sinistro. Il giovane è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico d’urgenza e, secondo le ultime informazioni mediche, non sarebbe più in pericolo di vita.
Le indagini condotte dalla squadra investigativa del Commissariato di pubblica sicurezza si sono sviluppate rapidamente attraverso l’ascolto di alcuni testimoni oculari e l’analisi minuziosa delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona. Questi elementi hanno permesso di identificare l’aggressore, che è stato intercettato dai poliziotti nei pressi della propria abitazione.
Nel tentativo di eludere le investigazioni e far sparire le prove, il ventiduenne si era recato a casa della nonna subito dopo l’aggressione per disfarsi degli indumenti sporchi di sangue. La strategia è stata però vanificata dalla tempestiva perquisizione domiciliare effettuata dagli agenti nell’abitazione dell’anziana, dove la tuta utilizzata durante l’accoltellamento è stata rinvenuta già all’interno della lavatrice.
Al termine delle formalità di rito e su disposizione del Pubblico Ministero, l’indagato è stato trasferito in carcere.






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