Un detenuto aveva finito di scontare la sua pena nel carcere di Siracusa. Il 31 marzo scorso sarebbe stato il primo giorno da uomo libero ma prima di varcare il cancello del penitenziario avrebbe dovuto fare un salto nell’ufficio matricola per le ultime incombenze. Solo che avrebbe preteso di essere accompagnato dai suoi compagni di cella: una sorta di ultima passeggiata insieme a degli amici con cui aveva condiviso un’esperienza fortissima.
L’aggressione
Gli agenti di Polizia penitenziaria hanno subito spento questo suo desiderio per ragioni di sicurezza: l’ufficio matricola è una sorta di anticamera dell’uscita, troppo pericoloso per fare un’eccezione e così il detenuto si è ribellato. Non lo avrebbe fatto in modo civile, secondo quanto svelato Giuseppe Argentini, segretario provinciale dell’Ossap – un sindacato di Polizia penitenziaria – avrebbe usato prima le minacce e poi la violenza fisica, prendendo a schiaffi la vittima.
Il pm dispone il ritorno in cella
Della vicenda è stato informato il pm della Procura di Siracusa che ha disposto l’arresto dell’uomo per minacce e aggressioni. Morale della favola: è tornato in cella nel giorno in cui sarebbe dovuto uscire. “Se quello raccontato non fosse veramente accaduto – riferisce Argentino – sembrerebbe quasi una barzelletta ma c’è da chiedersi perché tanta sfrontatezza. Esprimiamo solidarietà all’agente ed auspichiamo che il Governo cominci a valutare seriamente dei contrappesi”.
Ispettore rimedia una testata
Nel pomeriggio di ieri, un’altra aggressione, sempre nel carcere di Siracusa, denunciata dal segretario dell’Ossap: un ispettore della Polizia penitenziaria ha rimediato delle contusioni a causa di una testata inflitta da un detenuto che si sarebbe innervosito, stando al racconto del sindacalista, perché al processo gli era stato impedito di fumare.






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