Prima della finale playoff contro la Bosnia a Zenica, un gruppo di calciatori della Nazionale italiana avrebbe avviato trattative interne per chiedere alla FIGC un premio da 300.000 euro in caso di qualificazione ai Mondiali 2026, circa 10.700 euro a testa tra i 28 convocati. Il commissario tecnico Gennaro Gattuso sarebbe intervenuto personalmente per dissuaderli, invitandoli a rimandare ogni discussione a qualificazione acquisita che, poi, non è arrivata.
300mila euro prima di Zenica: il retroscena sulla Nazionale che fa discutere
L’Italia – come purtroppo sappiamo – è fuori dai Mondiali per la terza volta di fila – dopo Svezia 2018 e Macedonia del Nord 2022 – eliminata nella finale di spareggio a Zenica dalla Bosnia Erzegovina, che si è imposta ai calci di rigore dopo l’1-1 nei tempi regolamentari il 31 marzo 2026.
Prima ancora che il fischio finale trasformasse uno stadio di periferia bosniaca nel palcoscenico dell’ennesima umiliazione azzurra, dentro lo spogliatoio italiano si discuteva di soldi.
Il quotidiano La Repubblica ha rivelato un retroscena che da ieri circola sui social italiani con la velocità propria delle notizie che fanno male due volte: un gruppo di calciatori della Nazionale, prima della partita di Zenica, aveva avviato colloqui interni per sondare la possibilità di ricevere dalla FIGC un premio in caso di qualificazione alla Coppa del Mondo 2026. La cifra discussa ammontava a circa 300mila euro complessivi, da dividere in parti uguali tra tutti e 28 i convocati per la doppia sfida playoff: poco più di 10mila euro a testa.
Gennaro Gattuso, quando la cosa è arrivata alle sue orecchie, è intervenuto. Secondo quanto riferisce La Repubblica, l’ex – nominato commissario tecnico il 15 giugno 2025, dopo l’esonero di Luciano Spalletti – ha spiegato ai giocatori che il momento era sbagliato, che bisognava prima guadagnarsi il campo, e che se ci fosse stato un argomento del genere da affrontare, la sede era la FIGC e il momento era dopo l’eventuale qualificazione. La qualificazione, però, non è arrivata.
Il crollo di un sistema: da Gravina a Gattuso, la FIGC riparte da zero
Il contesto in cui si inserisce questa notizia è quello di un istituto, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, che nelle 72 ore successive alla sconfitta di Zenica ha perso in successione rapida i suoi tre vertici principali.
Gabriele Gravina si è dimesso dalla presidenza nel pomeriggio del 2 aprile, seguito a ruota dal capo delegazione Gianluigi Buffon, mentre ieri è arrivato l’addio ufficiale del commissario tecnico Gennaro Gattuso.
Il calabrese (ex allenatore anche del Palermo), campione del mondo con la Nazionale del 2006 e da calciatore azzurro per 73 volte, aveva guidato l’Italia in 8 partite: 6 vittorie, una sconfitta e un pareggio. La nota della FIGC lo ha ringraziato per “la serietà, la dedizione e la passione”.






Commenta con Facebook