Riprendere con forza e impegno e intensificare le operazioni di ricerca e salvataggio dei migranti, dar vita a nuovi corridoi umanitari e a canali di ingresso regolare in Italia per motivi di lavoro. E’ un appello su tre fronti quello che parte dalla Comunità di Sant’Egidio ma sposato da una decina di associazioni all’indomani dell’ennesima tragedia del mare.
L’ultimo naufragio
Nella notte di Pasqua si stima che siano 70 le nuove vittime del naufragio di un barcone. E’ stato possibile salvare solo 32 persone e recuperare due cadaveri. Vittime che si aggiungono alle 19 di qualche giorno prima a 85 miglia da Lampedusa ed al naufragio dell’Egeo.
L’intervento della Guardia Costiera italiana è avvenuto in area SAR libica, 110 le persone a bordo di una barca partita proprio dalla Libia ed esattamente da Tripoli. Un barchino di 15 metri. E’ il secondo salvataggio italiano in acque libiche in pochi giorni a dimostrazione del fatto e gli accordi con la Libia non funzionano più.
La ripartenza dei viaggi della speranza
Con l’arrivo del bel tempo i viaggi della speranza partono in massa e bisogna affrontarli o sarà una strage senza fine. la Comunità di sant’Egidio ribadisce l’esigenza dei corridoi umanitari. un sistema che in dieci anni ha permesso di inserire nella società italiana 8500 persone. Un esempio che l’Europa dovrebbe seguire facendo altrettanto.
La tragedia del 1 aprile
Qualche giorni fa, nella notte fra il 31 marzo e il primo aprile si era consumata un’altra tragedia. In quel caso furono 19 i migranti morti, 7 quelli recuperati ancora in vita e fra loro due bambini. I piccoli, uno dei quali ha appena un anno, erano in buone condizioni anche se infreddoliti, i 5 adulti, tutti di età compresa fra 25 e 30, invece, furono trovati in ipotermia e intossicati da fumi di idrocarburi.
Il salvataggio è avvenuto in piena notte anche questa volta in acque SAR (Acronimo che indica la porzione di ricerca e soccorso assegnata ad un Paese dagli accordi internazionali) libiche da parte di una motovedetta della Guardia Costiera Italiana. In base alla prima ricostruzione il barcone sarebbe partito dalla Libia lunedì 30 marzo con tempo buono ma durante la traversata è arrivato il ciclone.






Commenta con Facebook