In Sicilia sta andando in scena un paradosso architettonico: i cantieri fioriscono sotto i fondi del PNRR ma chi dovrebbe materialmente posare i mattoni sembra essere evaporato. Gianluca Zaccaria, presidente dei Giovani Imprenditori di ANCE Sicilia, in un articolo su BlogSicilia ha lanciato l’allarme su un sostanziale disinteresse dei giovani nei confronti dell’edilizia sia sotto l’aspetto imprenditoriale sia della manodopera. In realtà, nell’isola si è dentro una crisi che affonda le radici in un sottobosco di illegalità, distorsioni di mercato e sogni digitali.
Il paradosso degli “invisibili”: la verità dietro il nero e il grigio
La domanda sorge spontanea: se mancano gli operai, chi sta lavorando nei cantieri che vediamo ogni giorno? La risposta, secondo i monitoraggi della Fillea CGIL e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), è brutale: i lavoratori ci sono, ma sono invisibili. Nelle ispezioni condotte in Sicilia, il tasso di irregolarità sfiora spesso l’80%. L’economia sommersa regionale vale circa 6 miliardi di euro, pesando per il 16% sul PIL dell’isola.
Molti operai ufficialmente “introvabili” sono in realtà già occupati nel mercato nero o nel cosiddetto “lavoro grigio”. La tecnica è collaudata:
Contratti “fantasma“: assunzioni part-time che nascondono un tempo pieno, con la differenza pagata fuori busta.
Sotto-inquadramento: operai specializzati (3° o 4° livello) registrati come semplici manovali per risparmiare sui contributi.
Fuga dalle Casse Edili: a fronte di un aumento dei cantieri del 20% (grazie ai bonus edilizi), gli operai regolarmente iscritti sono cresciuti solo del 5%.
Le ditte irregolari attirano manodopera offrendo un netto immediato più alto perché evadono tasse e contributi, rendendo impossibile la competizione per le imprese sane che rispettano i contratti.
PNRR e Mismatch: quando la domanda corre troppo forte
Mentre il piccolo cantiere affoga nel nero, le grandi opere del PNRR, come la ferrovia Palermo-Catania-Messina, agiscono come un’idrovora. I grandi General Contractor assorbono i pochi operai regolari rimasti offrendo indennità di trasferta e stabilità che le PMI locali non possono garantire.
A questo si aggiunge un “mismatch” formativo drammatico: secondo il bollettino Unioncamere-Excelsior, il 45-50% delle assunzioni previste è di difficile reperimento perché mancano figure specializzate in bioedilizia e digitalizzazione. Le competenze richieste dal mercato non corrispondono a quelle offerte da un sistema formativo obsoleto.
Sangue sui ponteggi e fughe verso il Nord
Il costo umano di questo sistema è altissimo. La correlazione tra nero e insicurezza è diretta: nel 2025 in Sicilia si sono contati oltre 2.000 infortuni, concentrati proprio dove mancano formazione e assicurazioni regolari. Molti professionisti siciliani, stanchi di condizioni gravose e caldo estremo, scelgono la fuga verso il Nord Italia o l’Europa, dove i salari e le tutele sono percepiti come superiori.
Eppure, i soldi ci sarebbero. Il nuovo CCNL Edilizia 2025-2027 prevede paghe orarie che vanno dai 10,20 € del manovale ai 13,63 € dell’operaio di 4° livello, con aumenti progressivi che porteranno uno specializzato a guadagnare oltre 1.800 euro netti al mese, oltre a benefit come l’Anzianità Professionale Edile (APE).
Una sfida culturale per il futuro
L’edilizia siciliana è una vecchia signora che sta morendo di invecchiamento: per ogni tre operai che vanno in pensione, solo uno entra nel settore. Per invertire la rotta, Zaccaria e l’ANCE propongono una “alleanza” tra istituzioni e scuole per restituire dignità alle professioni tecniche. Ma finché il lavoro sommerso resterà l’opzione più redditizia per chi evade e l’unica via per chi ha bisogno di un netto immediato, i cantieri siciliani rimarranno popolati da fantasmi, pronti a svanire al primo controllo.






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