Quella villa appoggiata sulla Costa sud di Palermo era il simbolo del potere mafioso. Ora è il simbolo della rinascita, della società civile.

Ai margini della città, nel territorio dove giganteggiavano le famiglie del narcotraffico e delle stragi ora c’è un centro per abbattere il muro dell’indifferenza contro l’autismo. Da oggi iniziano le attività di accoglienza nel centro finanziato con oltre due milioni di euro del Pon Metro.

Quel bene confiscato alla mafia e assegnato al Comune di Palermo da oggi potrà fornire servizi di assistenza e sostegno a 43 persone affette da autismo. Per il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, “è una vittoria dell’amministrazione e delle istituzioni, in un luogo come la Costa Sud della città che deve essere recuperata al piu’ presto”.

L’iniziativa ha un iter burocratico lungo quasi 4 anni e segna un immaginario passaggio di consegne tra le due assessore del Comune di Palermo, Rosi Pennino, la pasionaria dello Zen che ha avviato il progetto e Mimma Calabrò, che lo porta così a compimento