“Non possiamo umiliare chi per quattro anni ha fatto opposizione all’amministrazione precedente”. Con queste parole Riccardo Gennuso, deputato regionale di Forza Italia, prende pubblicamente le difese dei consiglieri comunali del suo gruppo a Lentini, accusati dal Mpa di lavorare a sostegno della coalizione di centrosinistra guidata dal candidato del Pd Enzo Pupillo.

La presa di posizione arriva dopo che il commissario cittadino del Movimento per l’Autonomia, Enzo Reale, ha denunciato apertamente la presenza di esponenti forzisti nell’area del Campo Largo, citando il segretario del circolo Pippo Innocenti e Angelo Maenza, ritenuto vicini allo stesso Gennuso, come figure inserite nella lista civica “Lentini c’è”, a supporto di Pupillo.

Il centrodestra a Lentini è spaccato in due

Al voto si presentano due candidati riconducibili all’area di centrodestra. Efrem Sanzaro, di area Lega e Noi Moderati, ex assessore e consigliere comunale, è sostenuto da una coalizione di cinque liste civiche: La voce dei lentinesi, Insieme Efrem Sanzaro Sindaco, Lentini 2031, Orgoglio Lentinese e Antudo Terra Lentini. Giuseppe Fisicaro, anch’egli ex assessore, corre invece con il sostegno di Mpa e Fratelli d’Italia, con la lista Azzurra di Forza Italia che fa capo alla senatrice Daniela Ternullo.

Il gruppo forzista vicino a Gennuso è rimasto fuori da entrambe le coalizioni. E oggi, secondo il Movimento per l’Autonomia, starebbe attivamente lavorando per il candidato del Pd.

La radice del risentimento: la sfiducia a Lo Faro

Gennuso non nega la rottura. La spiega. E lo fa risalendo alla sfiducia all’ex sindaco Lo Faro, orchestrata dall’asse Mpa-Carta, in cui il suo gruppo venne deliberatamente tenuto ai margini. «In occasione della presentazione della prima mozione di sfiducia i proponenti non volevano le firme dei miei consiglieri comunali, quasi avessero la lebbra», afferma il deputato. Un affronto che non è mai stato dimenticato e che oggi si traduce in una scelta di campo.

“Non possiamo obbligare a compiere delle scelte delle persone che hanno dato un sostegno forte al partito”, aggiunge Gennuso, rivendicando la libertà politica del suo gruppo. “Non vogliamo tradire chi c’è stato al nostro fianco”.

Il passaggio su Falcone: un segnale agli equilibri interni

Nel mezzo della dichiarazione, Gennuso inserisce un riferimento apparentemente tecnico ma politicamente preciso. Ricorda che alle ultime elezioni europee Forza Italia ha ottenuto mille voti a Lentini grazie a Marco Falcone, e che quelle preferenze “hanno un nome e cognome: Riccardo Gennuso”. Non è una semplice rivendicazione elettorale. È un messaggio diretto agli equilibri interni al partito azzurro: quel radicamento territoriale è suo, appartiene alla sua rete, ed è riconducibile all’area dell’europarlamentare Falcone.

La fronda dei quarantenni e il nodo Schifani

La vicenda lentinese si inserisce in un momento di tensione acuta dentro Forza Italia Sicilia. A fine marzo, Gennuso ha abbandonato la chat ufficiale del partito, un gesto che ha segnato la nascita formale di una fronda interna definita dei “diversamente critici”, composta in larga parte da deputati regionali quarantenni che chiedono un cambio di passo nella gestione del partito e nel rapporto con il governo Schifani.

Gennuso non ha mai messo in discussione il sostegno istituzionale all’esecutivo regionale. Ha però posto una condizione esplicita: quel sostegno deve essere accompagnato da un reale dibattito interno, non da una gestione verticistica che esclude pezzi significativi del partito.

Carta contro Gennuso: la posta è il 2027

Dietro la cronaca lentinese c’è una partita più lunga. Giuseppe Carta, deputato regionale Mpa, ha costruito la candidatura di Fisicaro, sposata da FdI. Se il suo candidato perdesse, Carta incasserebbe un colpo pesante nel territorio. Se invece Gennuso riuscisse a dimostrare che senza il suo gruppo il centrodestra è vulnerabile, porterebbe a casa un argomento politico destinato a pesare in tutti i tavoli futuri.

La vera scadenza non è il voto comunale. È il 2027, anno delle elezioni regionali siciliane. Chi controllerà il centrodestra nella provincia di Siracusa, chi gestirà le candidature e chi avrà la maggiore capacità attrattiva sul territorio: sono queste le domande a cui Lentini comincia già a dare una risposta.