Serve più attenzione alle aree interne siciliane. Parte dalla Sicilia l’appello all’Europa ed a lanciarlo è Fabio Roccuzzo, sindaco di Caltagirone. L’occasione è stata la presentazione del secondo rapporto “L’Italia policentrica. Il fermento delle Città intermedie”, tenutasi proprio al Parlamento Europeo a Bruxelles. Un evento che ha visto al centro proprio le realtà che spesso i grandi sistemi dimenticano e Caltagirone è certamente una di quelle realtà. Città della provincia di Catania che non si sente “catanese” nell’animo e che da tempo chiede di diventare il decimo capoluogo di provincia per essere riferimento dell’area del calatino, la città vive, comunque, una realtà separata, una realtà dalla quale ben comprende il concetto di area interna.
Rivedere le politiche europee e guardare anche a queste realtà
Nel corso di un’intervista realizzata a margine di questo evento al Parlamento Europeo, Roccuzzo ha sottolineato la necessità di rivedere le politiche europee e la loro programmazione tenendo maggiormente conto dei centri medi, definiti motore attrattore dell’economia dei Paesi che compongono l’Unione Europea.
“La presentazione del secondo rapporto sulle città intermedie al Parlamento Europeo è stata una importante occasione per accendere dei riflettori sulla esigenza e sulla necessità che le politiche europee e la loro programmazione vengano in qualche modo riviste tenendo conto dei medi centri”, ha dichiarato.
L’esperienza di Caltagirone che può essere utile alla revisione delle politiche di sistema europeo
Il sindaco di Caltagirone ha poi richiamato l’esperienza della sua città, Caltagirone, area interna che vive il dramma dello spopolamento ma che in modo resiliente riesce a diventare attrattiva, anche grazie alla presenza di reti culturali, sociali e imprenditoriali che rappresentano il dinamismo della comunità locale.
“Il tema delle città intermedie dunque è sociale e culturale, ma è prevalentemente legato alla necessità di disporre di maggiori risorse da parte della Commissione Europea”, ha concluso.






Commenta con Facebook