Sono invitati a firmarlo cittadini, artisti, istituzioni
Domenica 19 Aprile alle ore 18
L’iniziativa si deve alla Fondazione Made in Sicily con la Fondazione Rosa Balistreri e il Comune di Licata. Nascono anche un marchio e un sito: ilmadeinsicily/centanni
La Regione Siciliana, il Teatro Massimo di Palermo , Conservatorio di Trapani, il Comune di Licata e il Museo La casa di Rosa di Licata, l’Associazione degli italiani di Chicago (JCCIA – Joint Civic Committee of Italian Americans) sono stati i primi firmatari del Manifesto programmatico per le celebrazioni del centenario della grande artista siciliana Rosa Balistreri ‘Cantare la Sicilia, narrare l’umano’.
Ogni giorno si aggiungono nomi e istituzioni in memoria imperitura di Rosa, mito universale di una donna e artista ‘che ha saputo rendere canto la vita con le sue ferite, le passioni, le ingiustizie’. E di una cantautrice che ha restituito alla lingua siciliana la sua propria nobiltà antica e preziosa.
Domenica 19 aprile 2026, il ‘Manifesto per Rosa’ sarà a La Via dei Librai, storica manifestazione culturale a cielo aperto, a Palermo, perché tutti i cittadini possano sottoscriverlo. Punto di ritrovo lo stand di Navarra Editore in piazza Bologni.
Il Manifesto è un’iniziativa della Fondazione Made in Sicily e della Fondazione Rosa Balistreri, sostenuta dal Comune di Licata, dove Rosa nacque nel 1927.
Nell’occasione si parlerà del libro “La mia Rosa” di Felice Liotti oltre che delle attività che saranno svolte nel 2027 per il centenario.
Introduce Giovanna Crescimanno, Direttrice della Biblioteca di Musica dell’Università degli Studi di Palermo.
Interventi di Felice Liotti, il musicista Francesco Giunta, Davide Morici, Ottavio Navarra, Veronica Mancuso, autrice della copertina del Manfesto, e Fulvio Cama, musicista che sta curando l’edizione di alcuni inediti di Rosa. Modera Giovanni Callea presidente Fondazione Made in Sicily.
Sono invitati a sottoscrivere il Manifesto in artisti, poeti, musicisti, intellettuali, associazioni culturali, istituzioni, cittadini.
Lo testo del Manifesto è contenuto in un volume prezioso intitolato ‘Cent’anni’ (40×25 cm).
Il filo rosso che attraversa le pagine è stato ispirato dal brano ‘Quannu Moru’ di Rosa ‘Lasciatemi un fiore un fiore grande e grosso, lasciatemi un fiore grande e rosso ’ a ricordare il sangue sparso nelle guerre, ma anche il filo rosso del destino che nella tradizione cinese, e poi giapponese, simboleggia l’unione delle anime gemelle.
Giovanni Callea e Davide Morici, della Fondazione Made in Sicily, annunciano anche la pubblicazione del sito www.ilmadeinsicily/cent’anni dove chiunque voglia celebrare l’anniversario di Rosa, con concerti, mostre, libri e spettacoli, potrà inserire la propria iniziativa (gratuitamente) e chiedere l’utilizzo del marchio per creare insieme un movimento culturale vivo, che si prenda cura della tradizione e della identità siciliane.
Infine Callea e Morici annunciano che destineranno i proventi del 5×1000 per il 2026 e 2027 all’allestimento di una esposizione permanente del Fondo Liotti, che contiene diverse ore di regitrazioni inedite. Il condice fiscale della fondazione Made in Sicily Museum per contribuire al progetto è 97389450822.
Testo del Manifesto per il Centenario della nascita di Rosa Balistreri
Licata 21 marzo 1927 – + Palermo 20 settembre 1990
“Cantare la Sicilia, narrare l’umano”
Noi che crediamo nella memoria attiva, nell’identità quale elemento di scambio e condivisione, nel canto e nella cultura come resistenza, nella lingua come legame tra presente e passato, proclamiamo questo manifesto in onore di Rosa Balistreri, a cento anni dalla sua nascita.
1. Ricordare per trasformare
Noi celebriamo una donna e un’artista, e celebriamo la voce che ha saputo rendere canto la vita con le sue ferite, gli slanci, le ingiustizie, perché Rosa non è soltanto un mito da custodire ma un esempio vivo che ci interroga su cosa significhi oggi essere siciliano.
2. La Sicilia come radice e come ponte
Rosa ha cantato la sua isola — nei linguaggi, nei dialetti, nelle storie — quel canto oggi è ascoltato ovunque nel mondo vi sia un siciliano. La Sicilia è radice, per milioni di persone che vivono nei paesi più diversi, unite da una lingua antica e preziosa, il siciliano, e dalla voce unica di Rosa.
3. Linguaggi plurali, contaminazioni necessarie
La tradizione non è un recinto, ma un humus vivo che incrocia folk e contemporaneo, elettronica e strumenti antichi, poesia e musica popolare, arti visive e musica. Per questo Rosa stessa è stata e viene ancora reinterpretata in chiavi diversissime in tutto il mondo da artiste non solo siciliane.
4. Dare voce agli inascoltati
Rosa cantava chi non aveva voce: le donne, i contadini, gli emarginati, i migranti, gli ultimi del suo tempo che sono ancora nel nostro. Il Centenario sarà occasione per far emergere nuove voci, incoraggiare progetti artistici che diano spazio a chi lotta per farsi sentire.
5. La donna, l’indipendenza, la libertà
Rosa ha cantato la condizione femminile con coraggio, in tempi durissimi per le donne, dando dignità a un dolore collettivo e aprendo strade verso l’emancipazione. Il Centenario affermerà con forza che l’indipendenza e la libertà delle donne sono valori universali e irrinunciabili.
Rosa è un simbolo che noi innalziamo contro quelle violenze di cui lei stessa fu vittima e che contrastò con forza e determinazione.
6. Educazione, memoria partecipata, territorio
Vogliamo che si realizzino laboratori nelle scuole, archivi digitali aperti, installazioni nei luoghi simbolici della vita di Rosa (Licata, Palermo, Firenze).
7. Festival, concerti, incontri, residenze
Il Centenario sarà vissuto in forma diffusa e condivisa: concerti, spettacoli, reading, residenze artistiche, mostre multimediali, documentari.
8. Sottoscrizione collettiva e impegno artistico
Invitiamo poeti, musicisti, artiste e artisti, intellettuali, associazioni culturali, comunità locali, istituzioni a sottoscrivere questo manifesto e a costruire insieme un cartografico di iniziative per il Centenario:
perché Rosa non sia oggetto di celebrazione passiva, ma collettiva e punto di partenza e centro di un movimento culturale vivo che si prenda cura della nostra cultura e della nostra identità.
9. Trasparenza e sostenibilità
Le attività del centenario dovranno ispirarsi ai principi di trasparenza nei finanziamenti, sostenibilità ambientale e accessibilità per tutti. Una celebrazione inclusiva non può conoscere barriere.
Luogo: Palermo, Piazza Bologni

Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.






Commenta con Facebook