“Il Mef ha dato il via libera alla dotazione finanziaria per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa”. Con queste parole, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha segnato quella che potrebbe essere la svolta definitiva per l’opera pubblica più attesa e sofferta del territorio aretuseo. L’annuncio arriva dopo mesi di incertezze e trattative serrate con Roma, confermando che il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha completato le verifiche tecniche necessarie per procedere alla firma dell’accordo contrattuale quadro

Schifani ha voluto dare un segnale di estrema concretezza, dichiarando con fermezza che l’opera “si farà e la Regione metterà 100 milioni” per garantire la copertura totale dei costi, lievitati drasticamente negli ultimi anni. Una dichiarazione che pone fine alle polemiche su presunti definanziamenti e a rassicurare una provincia che attende da decenni la sostituzione del vetusto ospedale Umberto I

Il “rimbalzo” sui fondi e il nodo dei costi

La storia finanziaria del nuovo ospedale è stata un lungo braccio di ferro tra Stato e Regione. Inizialmente, il piano prevedeva un investimento molto più contenuto ma l’impennata dei costi delle materie prime ha portato il budget necessario a circa 420 milioni di euro. Per mesi, la politica siciliana è stata scossa da un “rimbalzo” di responsabilità: da un lato la necessità di attingere ai fondi nazionali ex art. 20 (edilizia sanitaria), dall’altro il dovere della Regione di coprire i rincari.

Il senatore Antonio Nicita (Pd) aveva sollevato dubbi su una possibile rinuncia della Regione a coprire la quota inizialmente prevista a carico dell’Asp di Siracusa (circa 47,8 milioni), temendo un indebolimento del progetto. Tuttavia, la linea del governo Schifani è stata quella della “copertura integrale”, deliberando integrazioni regionali per oltre 120-140 milioni di euro tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 per colmare il gap generato dall’inflazione. Attualmente, la struttura finanziaria vede lo Stato coprire oltre 350 milioni (il 95% del fondo base), mentre la Regione interviene con circa 20 milioni per il restante 5%, a cui si aggiungono i fondi extra stanziati per i rincari

Lo scoglio del DEA di secondo livello

Oltre ai soldi, la vera battaglia si è giocata sul “rango” sanitario della struttura. Siracusa è oggi uno dei pochissimi capoluoghi italiani a non disporre di un DEA di II livello (Dipartimento di Emergenza e Accettazione di alta complessità). Senza questa classificazione, il Ministero della Salute non avrebbe mai sbloccato i 172 milioni di fondi statali decisivi per l’appalto.

Il riconoscimento del II livello non è un semplice orpello burocratico: significa dotare l’ospedale di un trauma center, rianimazione avanzata e specialità capaci di gestire emergenze complesse, evitando i continui “viaggi della speranza” verso Catania o i centri del Nord. Nonostante le critiche e le preoccupazioni di esponenti come Pippo Gianni (sindaco di Priolo) e delle opposizioni, la Regione ha assicurato che la revisione della rete ospedaliera inviata a Roma garantisce pienamente questo standard d’eccellenza

L’ospedale in pillole: come sarà la struttura

Il progetto, che sorgerà in contrada Tremilia (vicino allo svincolo dell’autostrada Siracusa-Catania), è stato pensato come una struttura moderna e tecnologicamente all’avanguardia. Capacità: Tra 425 e 430 posti letto; 100% di camere singole per garantire la massima dignità del paziente; 16 sale operatorie e 34 ambulatori specialistici; 2 Tac, 4 sale radiografiche, 4 ecografi, mammografia e risonanza magnetica

Verso il cantiere: il cronoprogramma

Il via libera del Mef permette ora al commissario straordinario, l’ingegnere Guido Monteforte, di guardare alla fase operativa. L’obiettivo è pubblicare l’appalto integrato (progettazione ed esecuzione) entro giugno 2026. Se il percorso amministrativo non subirà nuovi intoppi, i primi scavi potrebbero vedersi tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 Con una durata stimata dei lavori di quattro anni, la consegna dell’ospedale alla città è prevista tra il 2030 e il 2031.

Il deputato regionale di Forza Italia Gennuso

“Desidero esprimere il mio – dice il deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gennuso – più sentito ringraziamento al Presidente della Regione, Renato Schifani, per il lavoro fondamentale, continuo e appassionato che ha portato al risultato odierno. Con l’autorizzazione del MEF all’utilizzo delle ultime somme, l’intera opera è finalmente finanziata. Possiamo così dare avvio alla fase operativa per una struttura indispensabile non solo per Siracusa, ma per l’intero Sud-Est siciliano. Un’opera attesa da anni, cruciale per la salute dei cittadini e per migliorare la vivibilità complessiva del nostro territorio.”