Si profila l’ombra di un nuovo ed ennesimo scontro diplomatico tra Russia e Italia. Oggi, 21 aprile, durante la trasmissione “Polny Kontakt” sul suo canale Solovyov Live, il conduttore Vladimir Solovyev – anchorman famoso e tra i principali propagandisti del Cremlino – ha attaccato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con una sequenza di insulti pronunciati in parte in italiano, in parte in russo. La risposta del governo italiano è arrivata nel giro di poche ore: il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore russo a Roma per una protesta formale.
Le parole di Solovyev: cosa ha detto in diretta
Le dichiarazioni del conduttore russo non lasciano margini di interpretazione. Solovyev si è espresso prima in italiano, poi in russo. Queste le sue parole, riportate integralmente:
“Vergogna della razza umana. Bestie naturali, idiota patentata. Giorgia puttameloni. Che brutta donnaccia cattiva. Non c’è bisogno di discutere su questo punto di vista. Questa è una realtà”.
Poi, proseguendo in russo: “Si sentiva dalle dichiarazioni di Merz. Si sentiva dalla dichiarazione di questa Meloni, una creatura fascista che ha tradito i suoi elettori, perché si era presentata con slogan completamente diversi. Beh, il tradimento è il suo secondo nome. Ha tradito anche Trump, al quale prima aveva giurato fedeltà”.
Vladimir Solovyev, 63 anni, è considerato l’alfiere della propaganda e della disinformazione russa, la voce non ufficiale con cui il Cremlino lancia i suoi messaggi e i suoi attacchi.
La reazione del governo: Tajani convoca l’ambasciatore Paramonov
La risposta istituzionale è stata immediata. Scrivendo su X, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato: “Ho fatto convocare al ministero degli Esteri l’ambasciatore russo Paramonov per esprimere formali proteste dopo le gravissime e offensive dichiarazioni del conduttore Vladimir Solovyev sulla televisione russa nei confronti del Presidente del Consiglio, al quale va tutta la mia solidarietà e vicinanza”.
La solidarietà trasversale della politica italiana
La risposta della classe politica italiana è stata unanime e trasversale, al di là degli schieramenti.
Il presidente del M5S Giuseppe Conte ha dichiarato: “Esprimo la mia solidarietà alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per le inqualificabili e volgari offese personali che le sono state rivolte dal conduttore russo Vladimir Solovyev.”
L’eurodeputata del Pd Alessandra Moretti ha scritto: “Solidarietà alla premier Meloni per gli osceni insulti ricevuti dal propagandista russo Solovyev. Nessuno mai si deve permettere atti simili di una violenza gravissima nei confronti di una donna, in ogni ambito e condizione. Ogni italiano in questo momento si sente offeso dall’aggressione del Cremlino e condanna fermamente un gesto che segue peraltro l’attacco del presidente Trump alla stessa premier. Un clima davvero intollerabile che sfocia nella violenza di genere quando a guidare il mondo non ci sono uomini ma predatori”.
Il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ha affermato: “Solidarietà al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni per i volgari insulti rivolti dal conduttore Vladimir Solovyev, noto per la vicinanza alle posizioni del Cremlino. Ancora una volta da Mosca arrivano attacchi inqualificabili all’Italia: insulti che non ci intimoriscono e che rispediamo al mittente. Di fronte ad un’aggressione del genere, messa in atto peraltro da un personaggio considerato fra i maggiori diffusori di fake news, ci auguriamo che arrivi la condanna e la solidarietà da parte di tutte le forze politiche”.
Il leader di Azione Carlo Calenda ha usato toni ancora più netti: Vladimir Solovyev “questo delinquente, complice di un dittatore assassino pronuncia frasi irripetibili contro la presidente del Consiglio a cui va la nostra incondizionata solidarietà. Si spera che passi la voglia di invitarlo nelle trasmissioni tv italiane con la scusa di ‘dare la parola a tutti'”.
Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana ha parlato di un episodio incompatibile con il vivere civile: “Condanno con fermezza i gravissimi insulti rivolti al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Parole volgari e offensive che suscitano profonda indignazione e che non sono compatibili con il rispetto dovuto alla dignità della persona e alle istituzioni”.
Il contesto: non è la prima volta
L’attacco di oggi non arriva in un vuoto. Nei giorni scorsi Meloni si era incontrata a Roma con il presidente Zelensky, ribadendo la posizione chiara dell’Italia a sostegno di Kiev e del popolo ucraino. Non è del resto la prima volta che esponenti della comunicazione russa prendono di mira personalità istituzionali italiane: in precedenza erano finiti nel mirino il Capo dello Stato Sergio Mattarella, dopo avere definito l’aggressione russa all’Ucraina come un atto simile a quelli del Terzo Reich, e i ministri Crosetto e Tajani.






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