Sono almeno settanta i calciatori che hanno preso parte a eventi organizzati da un’agenzia milanese finita al centro di un’indagine della Procura di Milano per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. I loro nomi compaiono negli atti ma risultano omissati e, allo stato attuale, nessuno di loro è indagato.
Tra i partecipanti figurerebbero giocatori appartenenti a club di primo piano come Inter, Milan, Juventus, Sassuolo e Verona. Non è stato tuttavia accertato quanti di loro abbiano usufruito dei servizi di escort o della cosiddetta “droga della risata”. La notizia emerge da fonti qualificate riportate dall’Ansa.
Il sistema al centro dell’inchiesta
L’indagine ha acceso i riflettori su un presunto circuito strutturato di festini esclusivi nella vita notturna milanese. Secondo gli inquirenti, si tratterebbe di un’organizzazione in grado di mettere in contatto clienti facoltosi con escort di alto livello, attraverso pacchetti che comprendevano serate nei locali e successivi trasferimenti in hotel di lusso.
Il sistema sarebbe stato gestito da una società con sede a Cinisello Balsamo, nell’hinterland milanese, riconducibile a una coppia e ad alcuni collaboratori, attualmente agli arresti domiciliari.
Reclutamento e promozione
La società operava anche attraverso i social, pubblicizzando presunte “collaborazioni” rivolte a giovani uomini e donne con “spiccate capacità relazionali”. Secondo l’accusa, dietro questa formula si celava un’attività organizzata finalizzata a incontri a pagamento in contesti esclusivi.
Flussi economici e sequestri
Le indagini, condotte anche dalla Guardia di Finanza, hanno portato al sequestro preventivo di circa 1,2 milioni di euro, ritenuti provento delle attività contestate.
I locali coinvolti risultano al momento estranei ai fatti: secondo gli investigatori, l’organizzazione operava in autonomia, gestendo logistica e spostamenti dei clienti.
Intercettazioni e clientela
Tra gli atti emergono conversazioni intercettate che fanno riferimento a clienti facoltosi, tra cui imprenditori e figure legate al mondo dello sport e dello spettacolo. Tuttavia, allo stato attuale, non risultano accuse dirette nei loro confronti.
Un episodio in particolare evidenzia il livello di controllo esercitato dagli organizzatori: una escort, rimasta incinta, si sarebbe rivolta direttamente ai gestori per risalire all’identità del cliente coinvolto.
“Ho appena fatto il test e sono incinta.., da più di tre settimane. Quindi è di”, si confida con un’amica in una conversazione intercettata.
“La conversazione appare significativa: la ragazza cerca di risalire alla data del rapporto sessuale per individuare il partner con cui ha concepito un figlio; per fare ciò, si rivolge direttamente a uno dei gestori del giro, che evidentemente aveva organizzato l’incontro, certa che egli abbia tenuto nota di tutto”.






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