Si chiamava Anna Democrito la donna di 46 anni che nella notte si è lanciata dal terzo piano della sua abitazione in via Zanotti Bianco a Catanzaro insieme ai suoi tre figli. Nell’impatto sono morti sul colpo due bambini, di 4 anni e appena 4 mesi, mentre la figlia maggiore, di circa sei anni, è ricoverata in condizioni gravissime nel reparto di rianimazione dell’ospedale del capoluogo calabrese.

Al momento della tragedia in casa era presente il marito, che ha tentato di prestare i primi soccorsi dopo essersi accorto di quanto accaduto. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo stava dormendo e non si sarebbe reso conto di nulla fino a quando non ha sentito rumori e, non trovando più la moglie e i figli in casa, è sceso in strada scoprendo la scena.

Come si è consumata la tragedia

Gli investigatori della Squadra mobile stanno cercando di ricostruire con precisione la dinamica del gesto. L’ipotesi prevalente è quella di un omicidio-suicidio, ma gli accertamenti sono ancora in corso per escludere con assoluta certezza il coinvolgimento di terze persone.

Secondo quanto emerge, la donna avrebbe compiuto una sequenza di azioni precisa: avrebbe svegliato i figli, vestendoli con abiti simili a quelli della prima comunione, per poi portarli alla finestra e lanciarli nel vuoto prima di gettarsi a sua volta.

Un elemento che ha colpito gli investigatori riguarda il fatto che, al momento del ritrovamento, la donna stringesse tra le mani un rosario.

Indagini su stato di salute e contesto personale

Le indagini coordinate dalla Procura di Catanzaro, con la pm Graziella Viscomi, stanno approfondendo lo stato di salute della donna, sia recente sia pregresso. Gli investigatori stanno verificando in particolare eventuali condizioni di depressione, anche legate al periodo successivo alla nascita dell’ultimo figlio.

Parallelamente si stanno analizzando i rapporti personali e familiari, nel tentativo di comprendere se vi siano stati segnali premonitori o elementi che possano spiegare il gesto.

Un contributo importante potrebbe arrivare dalle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, attualmente al vaglio degli inquirenti.

Il contesto: un quartiere tranquillo

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, che ha descritto l’area come un contesto privo di criticità sociali evidenti.

«Quella della tragedia è una zona a ridosso del centro storico. Un quartiere molto tranquillo che vive intorno alla parrocchia e al piccolo parco vicino. Una comunità abbastanza propensa alla partecipazione, non parliamo dunque di una periferia degradata, disagiata».

Il primo cittadino ha inoltre fatto riferimento a un possibile disagio recente: «il malessere invisibile, che si era manifestato nell’ultimo mese, dopo la nascita dell’ultimo figlio».

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Foto: La Nuova Calabria