Francesco Italia, sindaco di Siracusa, è stato nominato Commissario regionale di Azione in Sicilia. La nomina è arrivata da Carlo Calenda e dalla dirigenza nazionale del partito.

Nel suo primo intervento pubblico dopo l’incarico, Italia ha ringraziato il leader nazionale, Carlo Calenda, e i dirigenti che lo hanno preceduto alla guida del partito nell’isola, riconoscendo il lavoro svolto «spesso in condizioni non facili».

La mobilità in Sicilia

Il neo commissario ha quindi delineato le priorità programmatiche, partendo dalle infrastrutture: «La mobilità interna ed esterna all’isola è una questione di equità, prima ancora che di efficienza. Nessun territorio può crescere se è isolato». Ferrovie, collegamenti aeroportuali e viabilità sono indicati come nodi da sciogliere con urgenza.

Rifiuti e energia

Sul fronte rifiuti, Italia è netto: «La Sicilia non può continuare a pagare miliardi per esportare i propri rifiuti. Servono impianti moderni di trattamento e termovalorizzazione». Un tema politicamente sensibile nell’isola, dove i progetti di questo tipo hanno storicamente incontrato forti resistenze.

Sull’energia, il commissario individua un’opportunità ancora non sfruttata: «La Sicilia è tra le regioni con il maggiore potenziale di produzione da fonti rinnovabili in Italia. Dobbiamo trasformare questa rendita geografica in vantaggio competitivo reale». L’obiettivo dichiarato è governare la transizione energetica «con intelligenza invece di subirla», con ricadute concrete per famiglie, imprese e comunità energetiche.

La fuga dei giovani

Particolare attenzione Italia la riserva al tema dei giovani: «La Sicilia perde ogni anno migliaia di ragazzi che vanno a studiare e lavorare altrove e non tornano. Invertire questa tendenza non è solo una questione di opportunità economiche, ma di progetto educativo e di visione». La proposta riguarda istituti tecnici e professionali, percorsi di formazione legati alle imprese e politiche attive per rendere conveniente restare o tornare. «Una regione che non investe nei suoi giovani non ha futuro», ha concluso sul punto.

Sul patrimonio culturale, Italia propone un cambio di modello gestionale: «I siti culturali siciliani sono tra i più straordinari al mondo e tra i più sottoutilizzati. Serve un modello nuovo che coinvolga privati, fondazioni e comunità locali, liberando le amministrazioni da oneri insostenibili».

La questione meridionale

Il commissario ha anche rilanciato la questione meridionale come priorità nazionale: «Non è folklore. È una delle principali cause del ritardo competitivo dell’intero Paese».

Italia ha rivolto infine un appello aperto «a tutti i siciliani di buona volontà», tanto a chi già si riconosce nei valori di Azione quanto a chi non conosce ancora il partito. Nei prossimi giorni sono previsti contatti con le strutture territoriali e con realtà civiche, associative e imprenditoriali, oltre a un momento pubblico di confronto aperto.