La sesta sezione penale della suprema di corte di cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale del riesame di Palermo che aveva confermato l’applicazione nei confronti dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro gli arresti domiciliari per i reati di traffico di influenza e corruzione.

“Con il ricorso, accolto dai supremi giudici, – dicono gli avvocati di Cuffaro Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano – erano stati prospettati vizi di illegittimità riguardati la utilizzabilità delle captazioni e della motivazione concernenti le ipotesi di reato di traffico di influenze e corruzione per le quali era stata applicata la misura”.

Per revocare i domiciliari serve un nuovo pronunciamento del tribunale del riesame alla luce della decisione dei supremi giudici.

Intanto la Procura di Palermo in questi giorni ha chiesto il processo per l’ex presidente della regione Totò Cuffaro, detenuto agli arresti domiciliari, e gli altri indagati. L’udienza davanti gup è per il prossimo l’8 maggio prossimo davanti al giudice per l’udienza preliminare Ermelinda Marfia.

Lo scrive il giornale on line Live Sicilia. Rispetto all’inizio dell’inchiesta molte contestazioni sono venute meno. Cuffaro è indagato per corruzione assieme all’ex manager dell’ospedale Villa Sofia Roberto Colletti, al primario del Trauma center Antonio Iacono e allo storico collaboratore del politico della Dc, Vito Raso. In base alle indagini Cuffaro ebbe in anteprima grazie dal manager di Villa Sofia Colletti e a Iacono, presidente della commissione degli esami, le prove di esame per la stabilizzazione degli operatori socio sanitari nell’ospedale palermitano.

Le prove passarono dalle mani di Vito Raso a quelle dell’ex governatore che le consegnò ad una candidata che andò a trovarlo a casa. In cambio Colletti avrebbe ottenuto la conferma della nomina a direttore generale dell’ospedale, sponsorizzata da Cuffaro, mentre Iacono la promessa, nel caso in cui avesse voluto concorrere, di essere appoggiato per diventare direttore dell’unità di Anestesia e rianimazione. Iacono non ha mai presentato la domanda.

Cuffaro è indagato anche per traffico di influenze per l’appalto per il servizio di portierato e ausiliariato dell’Asp di Siracusa. L’ex governatore della Sicilia è indagato insieme a Mauro Marchese e Marco Dammone, ex rappresentante legale e funzionario commerciale della Dussmann Service, allontanati in seguito all’inchiesta.

Revocato l’obbligo di firma a Vito Raso

La sesta sezione penale della suprema di corte di cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale del riesame di Palermo che aveva confermato l’applicazione dell’obbligo di firma anche per Vito Raso segretario dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro finito nell’inchiesta sulla sanità indagato per traffico di influenza e corruzione. Nei confronti del segretario non c’è alcun rinvio. E quindi appena notificato il provvedimento il segretario non avrà applicato alcuna misura. Vito Raso è difeso dall’avvocato Marco Traina.