Il volo programmato per evacuare il medico di bordo della MV Hondius, gravemente malato di hantavirus, è stato cancellato. Lo ha riferito oggi, 6 maggio, all’AFP una fonte vicina alla presidenza regionale delle Isole Canarie, senza fornire alcuna motivazione. La stessa fonte ha precisato che i funzionari regionali non dispongono di informazioni sufficienti sui potenziali rischi legati all’arrivo della nave da Capo Verde che resta ferma al largo di Praia con 147 persone a bordo.

Madrid dice sì, Clavijo dice no

Il governo spagnolo, su richiesta dell’OMS e dell’Unione Europea, ha autorizzato la MV Hondius ad approdare alle Isole Canarie, indicate come “il luogo più vicino con le necessarie capacità” mediche. Tenerife è stata designata dal ministero della Salute di Madrid come punto di riferimento, con l’Hospital Universitario de La Candelaria come struttura di accoglienza.

Il presidente delle Canarie, Fernando Clavijo, spagnolo, ha risposto con un rifiuto netto: “Non posso permettere che entri nelle Canarie, perché non sappiamo a cosa andiamo incontro”. Parlando all’emittente pubblica TVE, Clavijo ha rivendicato di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalla decisione del governo centrale, ha attaccato quella che ha definito una “slealtà istituzionale” e ha chiesto un incontro urgente con il premier Pedro Sánchez. Il motivo della sua opposizione è anche numerico: nelle Canarie esiste un solo posto letto per questo tipo di pazienti e in tutta la Spagna sono solo sette i posti specializzati.

Pedro Sánchez ha convocato una riunione straordinaria con i ministri di Sanità, Interno e Trasporti per coordinare la risposta. Nella stessa giornata, le autorità di Capo Verde hanno confermato l’arrivo di uno dei due aerei ambulanza previsti per evacuare le tre persone sintomatiche ancora a bordo. Secondo l’OMS, le tre persone da evacuare a Capo Verde saranno sbarcate al porto di Praia, trasportate in ambulanza all’aeroporto e poi evacuate per via aerea. Subito dopo, la nave potrà dirigersi verso le Canarie, dove arriverà in tre-quattro giorni di navigazione.

Un caso confermato a Zurigo, la Francia identifica un contatto

Mentre la diplomazia sanitaria europea si inceppa, la catena dei contagi continua ad allargarsi fuori dalla nave. Il governo svizzero ha confermato che un uomo contagiato dall’hantavirus è ricoverato in isolamento all’Ospedale Universitario di Zurigo. L’uomo, di nazionalità non precisata nelle comunicazioni ufficiali, era rientrato da un viaggio a bordo della MV Hondius. Dopo il rientro con la moglie da un viaggio in Sud America alla fine di aprile, ha iniziato a manifestare sintomi e si è recato autonomamente all’ospedale, dove il test ha confermato il contagio. Le autorità svizzere hanno precisato che al momento non sussiste alcun pericolo per la popolazione.

La Francia ha fatto sapere che un cittadino francese è stato identificato come caso contatto nell’ambito del tracciamento dei passeggeri a bordo di un volo su cui si trovava uno dei contagiati prima del ricovero. Il ministero della Salute francese ha mobilitato immediatamente la Direzione generale della Sanità e il Centro nazionale di riferimento per gli hantavirus per predisporre le misure necessarie.

Il bilancio complessivo al 6 maggio: 3 morti, almeno 8 casi tra confermati e sospetti, nazionalità coinvolte in cinque Paesi europei (Paesi Bassi, Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Francia) oltre al Sudafrica.

Chi erano le vittime e come si è sviluppato il focolaio

Il primo passeggero deceduto era un uomo olandese di 70 anni, morto a bordo l’11 aprile, dopo aver sviluppato febbre e difficoltà respiratorie il 6 aprile durante la crociera. Sua moglie, olandese, 69 anni, lo aveva seguito sbarcando a Sant’Elena il 24 aprile per accompagnare la salma. Le condizioni si sono aggravate durante il volo verso Johannesburg, in Sudafrica. È deceduta il 26 aprile al pronto soccorso. La sua positività all’hantavirus è stata confermata il 4 maggio tramite PCR.

Il terzo decesso riguarda un cittadino tedesco, morto il 2 maggio a bordo della nave con sintomi di polmonite insorti il 28 aprile. Un cittadino britannico di 69 anni è tuttora ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg.

Il National Institute for Communicable Diseases (NICD) del Sudafrica ha identificato il ceppo Andes dell’hantavirus nei due casi analizzati: la donna olandese deceduta e il britannico ricoverato. Il ceppo Andes è l’unico hantavirus con documentata capacità di trasmissione interumana, seppur rara. La direttrice dell’OMS per le epidemie Maria Van Kerkhove ha dichiarato che si ritiene probabile che la coppia olandese si sia infettata prima di salire sulla nave, durante attività in Argentina, mentre altri casi potrebbero essere stati esposti durante escursioni alle isole toccate dal percorso, dove convivono uccelli e roditori selvatici.

Due medici specialisti in malattie infettive in viaggio dai Paesi Bassi si imbarcheranno sulla MV Hondius e resteranno a bordo anche dopo la partenza da Capo Verde, secondo quanto annunciato dalla compagnia di crociere Oceanwide Expeditions.

“Nessun pericolo concreto per l’Italia”: la parola all’esperto

Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano La Statale, past president di ANPAS e vicepresidente di Samaritan International, ha commentato la situazione in una nota, escludendo qualsiasi rischio per la popolazione italiana.

“È importante distinguere tra un episodio serio e un rischio pandemico globale. Il focolaio sulla nave da crociera merita attenzione sanitaria e un accurato tracciamento dei contatti, ma al momento non ci sono elementi per parlare di un pericolo concreto per la popolazione italiana”.

Pregliasco ha poi inserito l’hantavirus nel suo contesto virologico: “Gli hantavirus sono infezioni rare, generalmente legate al contatto con roditori infetti, e la trasmissione interumana è un evento eccezionale, descritto soprattutto per il virus Andes in Sud America. Capisco l’attenzione dei media, perché ci sono stati decessi e la parola ‘virus’ dopo il Covid genera immediatamente paura. Tuttavia, bisogna evitare allarmismi sproporzionati”.

Il professore ha poi chiuso con un’indicazione metodologica: “In Europa e in Italia i sistemi di sorveglianza epidemiologica funzionano e oggi non esiste alcuna indicazione di circolazione diffusa o di emergenza sanitaria nel nostro Paese. La comunicazione deve essere seria, trasparente e basata sui dati, non sull’emotività”.

La valutazione di Pregliasco si allinea con quella del direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, che il 6 maggio su X ha confermato: “Il rischio per la salute pubblica globale legato alla comparsa di un focolaio di hantavirus a bordo della MV Hondius rimane a oggi basso”.